MILANO – Sicurezza alimentare verso Expo, progetto con il Zooprofilattico di Brescia

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“In vista di Expo 2015, la Lombardia presenterà un sistema regionale per la sicurezza alimentare, così da valorizzare ancora di più nel mondo i nostri prodotti alimentari”. L’ha detto Mario Mantovani, vicepresidente e assessore alla Salute del Pirellone durante il suo intervento alla riunione dei capi dei servizi veterinari dei Paesi dell’Unione Europea stamattina al Belvedere di Palazzo Pirelli. “La Regione, proseguendo la propria attività di promozione dell’evento Expo 2015, presenterà con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia e l’Università degli Studi di Milano il sistema regionale per la sicurezza alimentare.

In questo modo potremo fornire le basi scientifiche a supporto dell’attività di controllo, ottimizzare l’organizzazione e l’espletamento dei controlli ufficiali basati sulla valutazione del rischio, assegnare ulteriori garanzie in materia di sicurezza delle produzioni lombarde e italiane esportate. Tutto ciò può rappresentare – ha precisato l’assessore – un modello di riferimento anche per altri Paesi con i quali si propone di costruire una collaborazione in materia di sicurezza alimentare”. Il vice presidente alla luce dei risultati forniti ha messo in evidenza quale sia l’organizzazione di cui dispone la Regione.

“In Lombardia operano 617 veterinari ufficiali e 180 tecnici della prevenzione organizzati in Dipartimenti di Prevenzione Veterinari che nel 2013 hanno effettuato 56.548 controlli annui nel settore della sicurezza alimentare e 72.476 nel settore della Sanità pubblica veterinaria. I Dipartimenti veterinari responsabili della programmazione, coordinamento e verifica delle attività di controllo ufficiale a livello territoriale sono a loro volta indirizzati, coordinati e sottoposti a periodici audit da parte dell’unità organizzativa veterinaria che assicura la governance del sistema con un Piano Strategico di Prevenzione Veterinaria”.

Ai capi dei servizi veterinari dei Paesi Ue intervenuti al Belvedere, il vice Presidente ha chiarito che “i risultati degli ultimi anni hanno confermato la validità del modello lombardo basato sulla costituzione e il mantenimento di una rete integrata che include sia le autorità competenti a livello nazionale, regionale e territoriale, sia la rete dei laboratori diagnostici, i centri di ricerca pubblici e privati e gli stessi operatori economici del settore alimentare. Una rete che, nella distinzione di ruoli, ha permesso alla Regione di assicurare il raggiungimento di alti livelli di sicurezza e qualità nell’interesse dei consumatori e a garanzia dei flussi commerciali nazionali ed extranazionali”.