GARDONE – Banco prova delle armi, nel 2014 calo “fisiologico”. Pesa il caso Russia

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Consueta conferenza stampa per i bilanci in corso quella del Banco Nazionale di Prova delle armi di Gardone Valtrompia che ieri a Brescia, con il presidente Aldo Rebecchi, è stata al centro dei numeri sulla produzione e il contratto aziendale dei dipendenti. Come riporta Bresciaoggi, a partire dal rinnovo del contratto di lavoro di chi opera nella sede gardonese, unico ente nazionale certificato a testare le armi, le rappresentanze sindacali e i vertici hanno prolungato fino al 31 dicembre 2016, insieme alla quattordicesima da 173 ore che comprende e supera l’accordo di tredici anni fa di 170.

Aumenta anche il superminimo collettivo aziendale a 30 euro e il premio di risultato si alza fino a 720 euro lordi tra il 2014 e 2016. Una soluzione condivisa dagli operai che sono però chiamati a un surplus di lavoro e merito dell’azienda di “voler premiare migliorando la produttività”. Per quanto riguarda la produzione, in questi mesi del 2014 c’è stato un leggero calo che il presidente Rebecchi definisce “fisiologico visti i risultati eccezionali dell’anno scorso”.

Non a caso l’esercizio 2014 si era aperto bene dopo il successo del 2013 che per la prima volta ha visto arrivare a 1 milione di armi testate. Nel bilancio diffuso in conferenza stampa, ad oggi risultano oltre 680 mila armi provate, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso erano poco più di 750 mila e il calo coinvolge le armi corte lunghe da caccia e sportive, armi sportive e comuni e quelle a salve. “I numeri ci dicono che il settore regge e resta sopra la media degli ultimi anni sulle 750 mila armi – dice il presidente del Banco – dovremmo chiudere il 2014 a 900 mila, come previsto”. Ma aldilà dei numeri, sull’ente pesa la gestione futura su cui si deve decidere e che ne vale il lavoro degli operai, oltre al caso della Russia che dopo le sanzioni fatica ad esportare. E proprio la Russia è uno dei Paesi più legati al settore delle armi.