Auto su ragazzi a Salerno: ergastolo della patente e il 118 con più poteri

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Dopo l’incidente stradale di domenica quando un ragazzo di 22 anni, ubriaco alla guida, ha sbandato con la sua auto a Salerno finendo contro un bar dove ha ucciso quattro giovani, il vicepresidente di Aifos Celso Vassalini ci scrive per due proposte che vorrebbe lanciare: ergastolo della patente e i medici del 118 sulla strada a fare prevenzione

Questi ragazzi con 19 e 22 anni guidano un’auto da 150 o piú cavalli a trazione posteriore senza avere esperienza. Ci vogliono anni e anni di pratica per condurre un’auto così. Se avesse avuto una Panda 750 da 45 cavalli, starebbero ancora tutti li a prendere il caffè. Strade maledette che creano violenti impatti che tolgono la vita sul colpo. Da oggi, ne possiamo essere certi, ritornerà, per qualche giorno, il dibattito sulle vittime innocenti della strada e sui loro carnefici: ritorneranno le proposte, tante, che in questi anni sono state, inutilmente, avanzate al Parlamento, a cominciare dall’ergastolo della patente che vieta a chi ha ucciso di rimettersi alla guida. E intanto sulle strade si continuerà a morire. Eppure evitare altre vittime sarebbe possibile. Cambiare le norme senza stravolgere il codice penale è una via percorribile in tempi brevi. Basta volerlo e sostituire i fatti alle parole.

I provvedimenti da prendere non sono molti. Ab illo tempore avevo proposto l’inasprimento delle pene per chi provoca un incidente mortale, l’eliminazione delle attenuanti generiche in modo da aumentare consistentemente il tempo di carcerazione dei responsabili, il ritiro definitivo del documento di guida, il cosìddetto ergastolo della patente. Numerosi, infatti, sono i casi di recidiva ai quali abbiamo dovuto assistere con sdegno e riprovazione. Se le modifiche proposte, e sulle quali c’era già stato l’impegno, fossero diventate legge, il conto negativo di vittime, sarebbero state evitate. Invece, nonostante l’accordo di Cassazione, Corte Costituzionale e Camere penali, resta ancora aperto il dibattito. Era stato ipotizzato che il reato di omicidio stradale restasse “colposo” non potendosi dimostrare la volontà di uccidere di chi conduce un veicolo anche se lo fa da ubriaco o a velocità folle, o dopo aver assunto droghe o troppo giovane, inesperto alla guida su 150 o piú cavalli. Tuttavia va sostenuta la necessità di inasprire le pene e di eliminare in questo modo la possibilità di reiterare il reato.

E non solo: l’ergastolo della patente avrebbe un forte potere dissuasivo. Ma c’è chi, da alcuni settori della polizia stradale ad alcune associazioni di parenti delle vittime, giudicano insufficienti questi possibili interventi e puntano a rendere doloso il reato di omicidio stradale. In questo modo l’iter legislativo diventa molto più complicato e allo stato, con tutta probabilità, incostituzionale. Il dibattito va avanti, e intanto continuiamo a contare circa quattromila morti all’anno. Rendere giustizia alle famiglie delle vittime e salvare altre vite dipende proprio dal passare dal dibattito sull’onda dell’emozione ai fatti. Bisogna essere severi prima che ci scappi il morto. 1) Ridare un senso alla patente a punti, eliminando la possibilità di ricorrere a vari sotterfugi legali, come non dichiarare chi guidava e pagare di più. 2) ritirare la patente e carcere a chi dimostra di essere un soggetto abitualmente pericoloso alla guida. 3) esami del sangue almeno biennali, per tutti. Ab illo tempore….

Sono a porvi una mia proposta in riferimento al nuovo utilizzo del 118. E’ ammirevole è sotto gli occhi di tutti l’abnegazione di questi volontari che prestano gratuitamente la loro opera in situazioni gravi nelle quali ognuno di noi può venirsi a trovare. E sappiamo quanto sia importantissima la loro ormai professionalità, che statisticamente riduce i danni e la mortalità. Questa è un raggiungimento di alta professionalità, per poi con la velocità dei bravi autisti raggiungono gli altri loro colleghi nei vari ospedali. E questo è ammirevole non riusciremo mai a ringraziarli abbastanza. Noto che i nostri amministratori mettono grande impegno nel fare prevenzione presso i giovani, mettere servizi davanti alle varie discoteche, fare cultura nelle scuole e in ultimo di questi anni la polizia municipale di Brescia porta i nostri ragazzi a vedere come si fa prevenzione sul territorio, soprattutto di notte.

Egregia iniziativa per la quale vi faccio i miei più sentiti professionali complimenti, bravi e grazie. Ma qualcosa in tutto ciò manca. I dati dei morti sulle nostre strade è ancora un bollettino di guerra. E questo nonostante lo sforzo dei nostri rappresentanti politici di ieri e di oggi sia ammirevole, qualcosa manca ancora. Quindi mi permetto di proporre e di aprire una discussione su questa idea. E cioè: e mi rivolgo a tutti i sindaci di ogni Comune e città della mia provincia. Perché i vostri angeli custodi volontari della protezione Civile e del Servizio 118 non ampliano la loro opera di prevenzione sulle strade visibili con nuovi poteri e cioè oltre che partire dalle loro sedi in caso di chiamata, perché non possano essere posizionati sulle strade e fermare le macchine o moto per solo controllare lo stato di salute dei guidatori. Ritengo che essendo loro dei paramedici possano aiutarli a desistere da comportamenti dannosi a sé e agli altri. Fermandoli verificandoli e casomai trattenerli, aiutandoli a superare il momento di crisi dovuta alla ubriachezza, droghe o altre cause, offrendo loro del caffè o comunque un aiuto immediato, questa sarebbe un’altra forma di prevenzione per strade maledette che creano violenti impatti che tolgono la vita sul colpo.

Queste risorse “Angeli in terra” di uomini e donne che abbiamo a disposizione dovrebbero essere impiegati anche per questo tipo di prevenzione. E’ solo spostare un pochino giuridicamente i loro poteri e competenze. Non sarebbe una forma di prevenzione al bollettino di guerra di morte stradale? In questo modo il territorio sarebbe monitorato tutte le notti e siccome ogni cittadina gelosamente ha questi Angeli, facciamoli volare di più per il controllo dei nostri ragazzi, nostro futuro patrimonio. Così Polizia e Carabinieri e polizia di Frontiera, sarebbero più concentrati a perseguire i criminali. E’ un’idea da valutare e da tenere in considerazione al nostro legislatore regionale e nazionale. Voglio esprimere ancora una volta il mio sentitissimo grazie ai volontari della Protezione civile e al 118 e un sincero grazie anche ai poliziotti della stradale e soprattutto a tutti quei vigili e vigilesse.

Celso Vassalini