TRENTO – Le nuove strategie di cooperazione internazionale per lo sviluppo dell’Ue

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Affrontare le sfide dello sviluppo con rinnovate strategie e strumenti operativi. Ed al contempo offrire occasioni di crescita inclusiva e sostenibile valorizzando il ruolo del settore privato e dell’associazionismo. Sono questi gli obiettivi della nuova strategia di cooperazione allo sviluppo dell’Unione dell’ambito dell’Agenda ONU post 2015. E su questi temi si concentrerà la conferenza internazionale: “Le strategie di cooperazione allo sviluppo dell’Unione europea: un nuovo ruolo per il settore privato e la società civile”, promossa dalla Provincia autonoma di Trento, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – DGCS e da Alleanza delle Cooperative Italiane, che si terrà a Trento il prossimo martedì 30 settembre presso la Sala Depero del palazzo della Provincia autonoma di Trento.

?????????????????????L’evento, promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – DGCS e da Alleanza delle Cooperative Italiane, rientra nel programma ufficiale del Semestre di Presidenza Italiana dell’UE e si pone l’obiettivo di riflettere sulle nuove strategie e sui nuovi scenari della cooperazione allo sviluppo dell’Unione europea. La conferenza si concentrerà in particolare sul nuovo ruolo a cui sono chiamati il settore privato e il mondo delle ONG /associazioni nella crescita inclusiva e sostenibile dei paesi in via di sviluppo, come richiamato da una recente comunicazione della Commissione europea (COM (2014) 263). Nel corso dei lavori della giornata si passeranno in rassegna i nuovi strumenti di finanziamento e aiuto pubblico allo sviluppo e i nuovi meccanismi di partenariato tra soggetti pubblici, ONG/associazioni e settore privato sui quali sarà incentrata l’agenda post 2015 della cooperazione internazionale. Sarà infine discusso il ruolo dei paesi partner e dei donatori della costruzione di un quando normativo e di politiche coerenti con gli obiettivi di sviluppo, così come le esperienze del modello cooperativo (economia sociale, del commercio equo e della micro-finanza) per promuovere un modello di sviluppo economico basato su inclusione sociale, creazione di lavoro dignitoso e sostenibilità ambientale.

La Commissione prevede infatti di caratterizzare la propria programmazione 2014-2020 per la cooperazione allo sviluppo attraverso un coinvolgimento del settore privato, da mobilitare secondo due strategie: (i) “private sector development”: sostenere i governi ed il settore privato per la creazione di un ambiente favorevole all’azione delle imprese locali in modo da generare, attraverso soluzioni orientate al mercato, opportunità di lavoro e inclusione nel tessuto economico e sociale; (ii) “private sector engagement for development”: rafforzare la presenza e il coinvolgimento delle imprese internazionali ed europee nei PVS per concorrere al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo (iniziative che, utilizzando fondi pubblici, movimentino risorse private per fornire beni e servizi; investimenti delle imprese europee al riparo dal rischio d’ingresso nei PVS, anche con il sostegno delle banche pubbliche di sviluppo). Da un lato, per accompagnare quest’evoluzione, nell’architettura dell’aiuto pubblico allo sviluppo, l’Unione europea dovrà ricorrere a nuovi strumenti di finanziamento: accanto a quelli più tradizionali, a dono, nell’APS/ODA si incrementerà l’utilizzo delle gare d’appalto, dei prestiti concessionali, dei fondi equity, dei contratti di garanzia e dei meccanismi di risk-capital, che rispondono in modo più efficace alla costruzione del partenariato tra il settore privato e gli attori tradizionali della cooperazione allo sviluppo, ossia i governi dei paesi partner, le autorità locali e la società civile al fine di garantire l’eticità degli investimenti.

Sulle implicazioni operative per gli attori della cooperazione e per le imprese europee ed italiane si concentreranno le diverse sessioni alle quali parteciperanno qualificati rappresentanti delle istituzioni, dell’associazionismo e del sistema d’impresa italiani ed europei. La conferenza è parte di un ciclo di incontri promossi dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – DGCS volti a definire una posizione comune dell’UE sull’agenda post 2015 e le sue conclusioni costituiranno una importante base di lavoro per la definizione della comunicazione del Consiglio Europeo che sarà approvata il prossimo dicembre sul tema del ruolo del settore privato nelle nuove linee di cooperazione allo sviluppo.

“Siamo veramente lieti – hanno affermato il presidente Ugo Rossi e l’assessora Sara Ferrari – dell’opportunità di poter contribuire alla riflessione strategica che la Presidenza italiana ha avviato in relazione alle nuove politiche di cooperazione allo sviluppo dell’Unione europea, alla base tra l’altro della recente riforma della legge italiana di settore. Questo nuovo contesto rappresenta infatti un ineludibile punto di riferimento anche per le riflessioni in corso circa le politiche di cooperazione allo sviluppo e di internazionalizzazione della nostra realtà provinciale. E proprio per promuovere una adeguata conoscenza e un confronto operativo circa i nuovi modelli di partenariato tra imprese e ONG/associazioni che caratterizzeranno le nuove linee di azione italiane ed europee di settore abbiamo ritenuto utile organizzare un workshop pomeridiano che coinvolgerà istituzioni europee, imprese e ONG/associazioni trentine nella prospettiva di accreditare il Trentino come laboratorio di innovazione per le nuove strategie internazionali che caratterizzano l’Agenda per lo Sviluppo post 2015.”