TRENTO – Cambiamenti climatici e gestione delle acque: due importanti eventi a Trento

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Cambiamenti climatici e gestione della risorsa idrica nell’arco alpino: sono questi i temi al centro di due importanti appuntamenti che si tengono a Trento nelle giornate di oggi, mercoledì 24, domani e venerdì 26 settembre, a cui parteciperanno alcuni dei massimi esperti mondiali del settore, assieme a studiosi e tecnici trentini. Un’occasione preziosa per capire come il clima sta cambiando, quali sono gli effetti negli ambienti montani e sulle Alpi in particolare, come si adattano i bacini idrici alpini ai cambiamenti in corso, e come interagiscono le politiche settoriali poste in essere dalle amministrazioni in materia di acqua, energia, cibo e così via, in particolare nei bacini transfrontalieri.

Il 24 settembre l’appuntamento è nella sede della Trentino School of Management, in via Giusti 40, a Trento, per la conferenza “Le conseguenze dei cambiamenti climatici nella gestione della risorsa idrica per l’utilizzo idroelettrico. I risultati del progetto Orientgate”.

fiumeIl 25 e 26 settembre, invece, presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trento, si terrà la Quinta conferenza internazionale sull’acqua-Water Conference, organizzata nell’ambito della Convenzione delle Alpi, con il patrocinio dell’Unece-Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite e del Ministero dell’Ambiente. Tema dell’evento, che porterà a Trento circa 200 fra i massimi studiosi del settore a livello internazionale: “L’acqua nelle Alpi – e oltre: adattamento dei bacini alpini e montani ai cambiamenti climatici”. Un’occasione di confronto preziosa, questa, non solo per ricercatori ed esperti sull’argomento ma anche per tecnici ed amministratori che si confrontano quotidianamente con il tema della gestione delle acque nel contesto più generale dell’ambiente montano e degli stress a cui esso è sottoposto a causa del cambiamento climatico.
Le Alpi sono una delle regioni del mondo dove il cambiamento climatico è già percebile, ad esempio dalla riduzione dei ghiacciai. Le temperature medie sono cresciute fino a 2 gradi dal 1900 in particolare alle alte quote, una crescita questa che è quasi tre volte più alta della media globale registratasi in tutto il XX secolo. Alcune previsioni scientifiche prevedono che nel 2100 la temperatura media nelle montagne svizzere sarà 3-5C° più alta d’inverno e 6-7C° d’estate, in accordo con i modelli scientifici attuali sulle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Ovviamente tutto ciò avrà importanti conseguenze sull’ambiente e sull’economia. Sui sistemi idrogeologici in particolare questi cambiamenti produrranno un forte impatto: da un lato la riduzione dei ghiacciai e i periodi di siccità, dall’altro l’aumento delle precipitazioni, concentrate in alcune stagioni, determineranno conseguenze importanti su fiumi e torrenti, sulle infrastrutture legate all’acqua e sull’uso della risorsa idrica in generale, anche in settori come la produzione di energia, l’agricoltura, il turismo e così via.

Il tema del governo delle acque, anche alla luce di questi scenari, risulta quindi di primaria importanza.

La quinta Water Conference che si terrà all’Università di Trento il 25 e 26 settembre, e che sarà preceduta il 24 dalla presentazione dei risultati del progetto Orientgate, affronterà tutte queste tematiche in un’ottica costruttiva, che si pone il problema del “cosa fare”, partendo dalle esperienze in corso nell’arco alpino e in altre regioni di montagna.
Vediamo più da vicino i due appuntamenti.

Il Progetto Orientgate, i cui risultati saranno presentati mercoledì 24 settembre, con una conferenza aperta al pubblico presso la sede della Trentino School of management, ha come obiettivo quello di coordinare gli sforzi di adattamento ai cambiamenti climatici nei paesi del Sud Est Europa attraverso la costruzione di un partenariato tra la comunità scientifica che studia il clima e i decisori politici che sono chiamati ad utilizzare e applicare le conoscenza che gli studi forniscono. La Provincia autonoma di Trento partecipa al progetto attraverso la realizzazione di uno studio per l’impatto dei cambiamenti climatici sulla risorsa idrica, con particolare riferimento alla produzione idroelettrica. Lo studio è stato affidato al Dipartimento Protezione Civile ed è stato svolto in collaborazione con l’Agenzia per l’Energia e la Risorsa Idrica e con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento. La Conferenza prevede una sessione mattutina dal titolo “Cambiamenti climatici, risorse idriche e il ruolo del settore idroelettrico” con uno sguardo alla situazione europea e alpina e alla quale interverranno esperti del calibro di Alberto Bellin dell’Università di Trento, Pietro Colonna della Piattaforma Acqua della Convenzione delle Alpi, Jaroslav Mysiak del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Alessandro de Carli dell’Università Bocconi e Tiziano Refatti dell’Agenzia provinciale per le Risorse Idriche e l’Energia. La sessione pomeridiana dal titolo “L’impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione idroelettrica in Trentino” sarà introdotta dalla presentazione degli scenari climatici attesi per il Trentino per poi essere dedicata alla presentazione dei risultati del progetto Orientgate.

La quinta Water Conference, che si terrà il 25-26 settembre presso la sede dell’Università di Trento di via Tommaso Gar 14, è nata per diffondere i risultati delle attività dedicate alla gestione dell’acqua nel quadro della Convenzione delle Alpi. La 5° Water Conference della Convenzione delle Alpi, evento biennale che questa volta si terrà a Trento giovedì 25 e venerdì 26 settembre, in collaborazione con l’Unece-Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite e con il Ministero dell’Ambiente, ha come obiettivo quello di divulgare i risultati e le buone pratiche in materia di gestione dell’acqua in un contesto più ampio di quello alpino, coinvolgendo anche altre regioni di montagna, come Carpazi, Caucaso e Asia Centrale.

A Trento sono attesi alcuni dei massimi esperti mondiali del settore. Fra questi: Martin Beniston, inglese e “cittadino del mondo” (ha anche passaporto svizzero e francese), già direttore del Proclim, il Programma nazionale svizzero sul clima, chairman della Ippc, la Commissione intergovernativa delle Nazioni Unite sul clima che nel 2007 ha vinto il Nobel per la Pace, docente in numerose università fra cui Ginevra e Friburgo, attualmente direttore del maggiore programma dell’Unione europea sulla gestione delle acque, “Acqwa”, Stephan Gruber, canadese, docente alla Carleton University, con esperienze di ricerca e docenza anche in Svizzera, Francia, Finlandia, studioso di ambienti montani, permafrost e impatto dei cambiamenti climatici, Yaroslav Misyak, slovacco, ricercatore senior della Fondazione Enrico Mattei di Venezia, del Centro Euro-mediterraneo per il Cambiamento Climatico (per il quale si occupa di eventi climatici estremi), e professore all’Università Ca’Foscari, Dipartimento Economia.

Per venire a Trento e all’università ospitante, Aronne Armanini, già preside della facoltà di Ingegneria e docente di Idraulica all’Università di Trento, fellow a Liverpool, direttore del Centro Universitario Difesa del Suolo in Ambiente Montano, centro di eccellenza del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, e Riccardo Rigon, docente di idrologia, esperto di bacini montani e dell’innesco di fenomeni franosi e di colata.

Ma saranno un paio di centinaia gli studiosi, i ricercatori e i tecnici di area alpina – nonché dalle altre regioni montane coinvolte – che animeranno l’evento, che si aprirà con i saluti dei presidenti del Comitato Permanente della Convenzione delle Alpi e del gruppo di lavoro dell’Unece sull’acqua nonchè della Provincia autonoma di Trento e dei rappresentanti degli altri territori interessati. La conferenza ha come scopo, oltre al confronto e all’aggiornamento scientifico sul tema, quello di favorire la creazione di sinergie e lo scambio di esperienze fra tecnici, esperti scientifici e amministratori del territorio alpino e delle altre aree montane coinvolte. Essa intende fornire infatti ad un vasto pubblico di esperti, istituzioni e parti interessate lo stato dell’arte, le migliori tecniche e i principali risultati sull’adattamento ai cambiamenti climatici nei bacini fluviali nelle zone di montagna. Diversi gruppi di esperti illustreranno i principali risultati degli ultimi anni di attività nei rispettivi ambiti. Inoltre, saranno presentate da autorevoli relatori informazioni aggiornate sui cambiamenti climatici e sulle strategie di adattamento, nonché i risultati di alcuni progetti di cooperazione territoriale europea. Infine, una particolare attenzione sarà dedicata all’attuazione delle misure di gestione del rischio alluvioni nelle aree montane, con particolare riferimento all’applicazione contestuale della Direttiva Alluvioni con la Direttiva Quadro sulle Acque.