VALTROMPIA – Depurazione e Mella, serve un gestore unico per 100 milioni di euro

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Non più tre enti diversi (Asvt, A2a e Aob2), ora serve un gestore unico che si occupi della distribuzione dell’acqua in tutta la provincia e che metta i soldi per costruire il depuratore della Valtrompia e programmare altri cantieri. E’ il messaggio lanciato dal sindaco di Brescia Emilio Del Bono, ospite ieri a un convegno nel museo di Scienze naturali in città sulla salute del fiume Mella e organizzato dagli Ecologisti Democratici del Pd.

MellaAll’incontro di cui rende conto Bresciaoggi c’erano anche il presidente della Comunità montana della Valtrompia Massimo Ottelli, il sindaco Stefano Retali di Concesio ospiterà a Dosso Boscone l’impianto di depurazione e il primo cittadino di Lumezzane Matteo Zani. 100 milioni di euro, l’investimento necessario per realizzare l’infrastruttura in Valtrompia, sono troppi per la sola Asvt, l’azienda a capo della gestione del ciclo idrico in valle e per questo tutti sono d’accordo con l’esigenza di avere un gestore unico.

Di certo, secondo il sindaco di Concesio, montare un impianto “in casa” costerebbe meno di portare i reflui a Verziano che avrebbe bisogno di un ampliamento, ma prima deve avvenire il collettamento delle acque a Lumezzane. Il primo cittadino della Valgobbia Matteo Zani ha però sottolineato che per colpa del patto di stabilità non si può spendere per opere importanti come la fognatura e il collettore in lavorazione in questi mesi, insieme al progetto attivato dalla precedente amministrazione con le centraline che controllano lo stato del fiume Gobbia. Per quanto riguarda l’investimento è già stata contattata la Cassa Depositi e Prestiti e quindi potrebbe esserci la possibilità finanziaria, mentre per il gestore unico sarà fissato un calendario di incontri per arrivare alla decisione finale entro l’anno.

Ma tutti sono d’accordo sul fatto che se il Mella è ridotto così male è colpa della Valtrompia, ancora senza un depuratore e causa dello scadente o pessimo dell’acqua. A confermarlo è stato il biologo Paolo Vitale che ha parlato però delle possibilità che possono arrivare da un fiume pulito. Da una parte la navigazione, la pescare e il bagno, dall’altra la formazione di parchi, università e musei che guardano proprio sul fiume. Tutti esempi, a parte Torino, che, guarda il caso, arrivano dall’estero.