MILANO – Sport, regole più semplici e un’anagrafe degli impianti in vista di Expo

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“Grazie all’approvazione della legge 164, la Regione Lombardia garantisce allo sport e a quanti praticano un quadro normativo semplificato, aggiornato e adeguato ai tempi, pronto per Expo e dopo Expo”. Così l’assessore allo Sport e Politiche per i giovani della Lombardia Antonio Rossi ha commentato l’approvazione, in consiglio regionale, delle nuove norme sullo sport. “Con questa imponente opera di semplificazione, lo sport – ha sottolineato l’assessore – ha le meritate certezze e regole, poche, definite e sicure. Perché lo sport è insegnare a rispettare le regole e chi impara fin dall’infanzia ad avere come dettami ispiratori i grandi valori, poi, nella vita, questi valori non potrà scordarli mai e, per questo, mi sento di ribadire la mia convinzione sull’importanza dello sport nella scuola. La legge è frutto di un lavoro con cui si è cercato di dotare il mondo sportivo della nostra Regione di una sorta di ‘guida operativa’ di sintesi per le sue 22 mila società e associazioni. La nuova normativa – ha ricordato l’assessore – ha preso le mosse da un benchmark fra i tanti provvedimenti vigenti e proposte di legge avanzate, quindi con un’ottica macroregionale, arrivando a definire un testo nuovo, moderno e semplice perché le norme siano chiare e a tutti sia più facile praticare l’attività motoria combattendo obesità e altre patologie legate alla sedentarietà. Le novità introdotte riguardano anche un basilare comparto sportivo e turistico della nostra Regione, come il settore della ‘Montagna’.

L'assessore regionale allo Sport Antonio Rossi
L’assessore regionale allo Sport Antonio Rossi

Inoltre, nelle finalità, abbiamo inserito alcune tematiche fondamentali come lo ‘sport nella scuola’, una battaglia che, personalmente, sostengo da sempre e in cui desidero, con tutte le mie forze, che la Lombardia sia protagonista principale sulla scena nazionale. La legge regionale – ha rimarcato Rossi – garantisce forza e voce ai praticanti, tecnici, istruttori e dirigenti di tutte le età. A tutti questi sportivi, la legge garantisce protezione, attraverso il concetto di ‘qualificazione’ in antitesi a quello di ‘improvvisazione’, la valorizzazione del volontariato, attenzione all’impiantistica, contrasto all’uso di sostanze dopanti, la tutela sanitaria degli sportivi, l’attenzione alle eccellenze della nostra terra, la ‘Dote Sport’ per consentire alle famiglie meno abbienti di poter permettere ai propri figli di continuare a praticare la disciplina preferita. Non abbiamo dimenticato lo sport praticato dai ‘diversamente abili’ ricordando che, alle volte, a distinguere il confine tra ‘normalmente abile’ e ‘diversamente abile’ fino al punto da non trovare dove iniziano e terminano le rispettive aree di competenza.

Come non ci siamo certamente dimenticati – ha continuato – di chi, grazie allo sport, può invece ritrovare fiducia in se stesso dopo aver compiuto errori tragici nella propria vita da lasciare spesso cicatrici indelebili nella persona stessa e in chi le vive accanto. Particolare attenzione – ha spiegato l’assessore – viene riservata al capitolo importante dell’impiantistica sportiva. Le strutture lombarde, per gran parte costituite dagli impianti di edilizia scolastica, hanno diffusi problemi di mancato rispetto delle norme di sicurezza, delle norme Coni, delle norme di omologazione previste dalle federazioni sportive. Questa legge istituisce l’anagrafe regionale degli impianti sportivi allo scopo di incentivare la costruzione di nuovi impianti solo per rispondere a una reale domanda di sport. La Regione e il mio assessorato ribadiscono grazie a questa legge – ha concluso – l’impegno a lavorare a pieno regime, a partire dall’importante volano rappresentato da Expo, con gli impianti esistenti e a provvedere alle loro necessarie ristrutturazioni senza inseguire pericolose chimere”.

Il testo della nuova legge

“La nuova Legge è la risposta che le 22 mila società e associazioni sportive lombarde si aspettavano e che la Regione, attenta a questo mondo in modo particolare, ha definito con particolare cura”. L’ha detto l’assessore Antonio Rossi. “La Lombardia è la regione leader a livello sportivo. Qui si pratica il 20% dello sport nazionale e sono numerosi anche i successi sui campi di gara, ma le leggi che regolavano la pratica sportiva erano troppo datate. Come Regione abbiamo voluto anche agire sulla tutela del praticante sportivo attraverso nuove e più adeguate normative sul fronte della salute, dell’assistenza e dell’assicurazione. Come indicato nell’accordo di programma che riguarda anche impiantistica, Expo e scuola e in cui abbiamo investito 20 milioni di euro, con questa legge ribadiamo l’impegno della Regione per la promozione dello sport e la sua piena integrazione con il mondo dell’istruzione”. La Legge “Norme per lo sviluppo delle attività motorie e sportive, dell’impiantistica sportiva e per l’esercizio delle professioni sportive inerenti alla montagna” ha alcune differenze e novità, condivise con gli stakeholder, e riunisce, aggiornandole, le leggi regionali 26 del 2002 e 9 del 1998. Sono state semplificate e razionalizzate le “Disposizioni generali” introducendo, al contempo, delle novità: importanza dello sviluppo di politiche integrate tra i settori dello sport, dell’istruzione, della salute, dell’ambiente e del turismo; promossa la valorizzazione delle attività sportive di minore diffusione e delle eccellenze sportive regionali con particolare riguardo alla conciliazione degli orari scolastici dei giovani atleti con quelli della pratica sportiva per gare e allenamenti.

Sostenute la formazione, specializzazione e l’aggiornamento professionale, anche in ambito psicopedagogico e per la disabilità, di dirigenti, tecnici e operatori sportivi e professionisti della montagna a tutela della sicurezza dei praticanti; coinvolti nella collaborazione con la Regione nuovi soggetti come Cio, Ipc, Cip, discipline sportive associate e associazioni benemerite riconosciute dal Coni, Cip, Anci, Upi e Cai; a sostegno della pratica sportiva vengono definiti interventi mirati, cosiddetta “Dote Sport”, a favore delle famiglie disagiate residenti in Lombardia per la copertura dei costi della pratica sportiva di figli minorenni; in accordo con gli istituti competenti, si realizzeranno azioni per la promozione di iniziative per il pieno utilizzo degli impianti sportivi pubblici e delle loro attrezzature in orario extra-didattico e per l’utilizzo di strutture sportive presso le strutture militari; promosse iniziative per valorizzare la pratica motoria come elemento di difesa della salute; azioni di facilitazione nell’accesso al credito per gli operatori del settore nell’ambito della costruzione e ristrutturazione dell’impiantistica sportiva anche attraverso nuove soluzioni tecniche di finanziamento; creazione dell’anagrafe degli impianti sportivi di uso pubblico del territorio per programmare e razionalizzare i futuri interventi sull’impiantistica; istituito il comitato sportivo con funzioni consultive sostituendo realtà preesistenti.

Definite meglio le modalità di assistenza e tutela dei praticanti l’attività sportiva con particolare attenzione agli istruttori qualificati e alla copertura assicurativa nel rispetto delle norme nazionali e regionali sulla tutela sanitaria e sul primo soccorso. Sulle professioni della montagna è stata rimodulata e riformulata la normativa legata alle professioni della montagna e, in particolare, quella inerente l’apertura delle scuole di sci o alpinismo snellendola rispetto al passato e garantendo una tutela specifica del praticante dei corsi. Per le aree sciabili sono state introdotte delle semplificazioni e razionalizzazioni rispetto alle normative passate e, nell’attesa di un regolamento specifico della definizione dei compiti degli addetti di pista, è stata individuata una corretta definizione, classificazione e differenziazione delle aree sciabili e di quelle sciabili attrezzate anche in coerenza con le previsioni della legge 363 del 2003.