GAVIA – Contador sprinta sul Gavia con il pupillo Mas. E domani la “dritta” del Mortirolo

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Il tempo ha tenuto. E questa è già una buona notizia. E Alberto Contador si affaccia sull’autunno 2014 con una condizione migliore rispetto all’estate del 2013: sarà sicuramente protagonista alla Milano-Torino e al Giro di Lombardia, con cui chiuderà la stagione agonistica caratterizzata dalla rinascita dopo la caduta dei monti Vosgi al Tour e dalla terza Vuelta, collezionata appena qualche giorno fa a Santiago de Compostela.

Queste le certezze maturate oggi nella prima giornata “agonistica” del week-end valtellinese di Rhxdue con Alberto Contador: subito il Passo Gavia da Bormio e Santa Caterina Valfurva e domani il doppio Mortirolo a scelta: la nuova via da Aprica e Monno con il tratto al 25% di pendenza della “dritta” oppure da Bormio via Mazzo della “direttissima”.

foto (2)Il campione spagnolo e i suoi ragazzi della Fundaciòn Contador Under 23 sono stati protagonisti stamattina sulle erte del Passo Gavia, che hanno chiamato alla sfida anche migliaia di pedalatori non professionisti che hanno sfidato l’ipotesi della pioggia prima ancora che se stessi. Alla fine hanno vinto tutti sotto l’ombrello ideale di rh+. Il campione di Pinto ha rimontato praticamente tutti gli “avversari” e si è presentato ai 2652 metri di quota del Gavia scortato da Enric Mas, un giovane portacolori della Fundaciòn Contador Under 23 che arriva da Mallorca e del quale si dice un gran bene perché con la montagna ci va a nozze.

Nella mischia si sono buttati anche Laura Scaravonati, principessa dell’orienteering; Matteo Fontana, triathleta di chiara fama che dopo il Gavia ha scalato per “diletto” anche lo Stelvio; Gary Smith, ceo di Polartec; Marzio De Martin, general manager di rh+. Nella mischia anche una bimba di sette anni, Petra, fuori gara e tenacissima nell’affrontare i tornanti del Gavia sino a domare la montagna sacra del ciclismo: bravissima! Questo è lo spirito di Rhxdue.

Domani, domenica 21 settembre, Rhxdue proporrà due scalate al Mortirolo: una con partenza da Bormio e scalata da Mazzo e una con partenza da Aprica e versante da Monno (provincia di Brescia) con la grande novità della ”dritta” da far invidia al Giro d’Italia e alla… “direttissima”, che è la scalata da Mazzo appunto.

La salita al Mortirolo da Mazzo (provincia di Sondrio) parte da quota 552 e si conclude a quota 1852. I metri di dislivello sono 1300 su 11,8 chilometri. La pendenza media è dell’11%. L’indice difficoltà è 1516. E’ “la direttissima”.

La salita al Mortirolo da Monno (quella che domenica verrà affrontata dai partecipanti in partenza da Aprica) assume nuove caratteristiche dopo l’intervento di recupero dell’amministrazione pubblica bresciana. Eccole: lunghezza dal bivio SS.42 (891 metri sul livello del mare) a Monno al Passo del Mortirolo (1852) è di 9,8 Km, con dislivello di 960 metri, pendenza media 9,8% e pendenza massima del 25% all’uscita del paese.
La “DRITTA”, fino agli anni ‘60 era l’unica via, ovvero una mulattiera ciottolata, che dal versante bresciano portava dall’abitato di Monno in quota fino al Mortirolo. Detta strada è stata riqualificata completamente nel corso degli anni a partire dal 2011 ad oggi, mediante completa asfaltatura della carreggiata, predisposizione di parapetti in legno, ecc..

Partendo dall’abitato di Monno (1066 m.s.l.m.), si percorre la strada principale del Passo del Mortirolo, contraddistinta da circa 1,7 km di lieve pendenza (circa 5%). Arrivati alle ultime abitazioni di Monno (1140 s.l.m.) in direzione Mortirolo, dopo circa 1 km si giunge alla loc. Mostone (1.220 s.l.m.), tratto impegnativo avente pendenza media di circa il 10%, dove sulla sinistra, si trova il bivio per la “vecchia mulattiera del Mortirolo” ovvero la “DRITTA”. Da qui in poi la salita è tostissima, quasi tutta immersa nel bosco, 3,5 km con pendenza media di oltre il 13% e punte che arrivano a toccare il 25%, con la particolarità di avere cartelli di legno indicanti le varie piccole località raggiunte. Lasciata alle spalle questo tratto difficoltoso, si giunge al ponte Palù (1620 s.l.m.) dove ci si immette sul tracciato classico per l’arrivo al rinomato Passo del Mortirolo. Da qui la pendenza fino alla Cima Pantani (1852 s.l.m.) è meno proibitiva ma non per questo più agevole, infatti gli ultimi 2,5 km prevedono una serie di tornanti (Nr. 10) con interposti tratti con pendenze del 10% a tratti di falsopiano.