BRESCIA – Spending review, “Il Sole 24 Ore”: 32 milioni di euro in meno a Brescia

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I soldi sono pochi, troppo pochi. Le scelte politiche finalizzate a rilanciare l’economia, ad ora, sembrano non portare risultati. Insomma, non resta che tagliare. Alle politiche di austerity del Governo Monti ha fatto seguito una spendig review drastica, che per Brescia ha significato una riduzione dei trasferimenti statali pari al 70%. In altre parole 32milioni di euro in meno da spendere nel giro di 4 anni. A darne notizia è il Corriere della Sera, che si rifà ai dati diffusi dal Centro studi Sintesi di Mestre e Pubblicati dal Sole 24 Ore, a firma Gianni Trovati.

spending-reviewBrescia, dopo Lodi, è stato il capoluogo più penalizzato d’Italia ed in particolare a dover fare i conti con l’esigenza di contenere le spese sono stati i Comuni gardesani e della Valcamonica. I sindaci, per far quadrare i conti, si vedono costretti a procurarsi entrate. E come? Con le tasse.

L’assessore al Bilancio del Comune di Brescia, Paolo Panteghini, ha spiegati che 30milioni di euro equivalgono circa al 10% del budget del Comune e ha aggiunto che, col federalismo fiscale, sono parallelemente incrementati i servizi che il Comune deve fornire, a sue spese. La Loggia per il 2014 conta di riuscire a rimanere a galla, dal punto di vista del bilancio, grazie agli introiti Imu e Tasi, che hanno permesso di raccogliere un tesoretto di 625 milioni di euro. Il timore è che siano i Comuni, e di conseguenza i cittadini, a dover pagare lo scotto di questa spending review. Come si legge su Brescioggi, Panteghini ha aggiunto: “Paradossalmente abbiamo l’impressione che i (Comuni, ndr) più inefficienti siano quasi premiati”. Ove non si trovasse una soluzione al problema, è probabile che nel 2015 venga ritoccata all’insù l’aliquota Tasi chepotrebbe raggiungere il tetto massimo del 6 per mille.