BRESCIA – Elezioni provinciali, Forza Italia verso il “listone” con il Pd e si spacca. Peroni apre alle civiche

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Il 12 ottobre si voterà per le elezioni provinciali anche a Brescia, ma non saranno elezioni “normali”. Dopo la legge sul riordino degli enti locali approvata dal Parlamento, i consigli provinciali continueranno ad esistere ma in una versione “di secondo livello”. Non saranno più i cittadini ad eleggere i propri rappresentanti, nel caso di Brescia, per Palazzo Broletto, ma a farlo saranno i consiglieri comunali e provinciali insieme ai sindaci. E dopo la notizia che Forza Italia, nel fine settimana riunito a Sirmione per la scuola di formazione politica #ForzaFuturo, lancerà una lista unica con il Partito Democratico, tra i forzisti è rissa.

Broletto (2)Entro lunedì 22 settembre i partiti dovranno presentare le candidature, ma alla consigliera comunale di Forza Italia a Palazzo Loggia Margherita Peroni, già stata assessore e consigliera in Regione Lombardia e oggi anche vice coordinatore provinciale degli azzurri, non sono andate giù le “larghe intese” a livello provinciale. La decisione per annunciare una lista unica era stata data dal segretario provinciale Alessandro Mattinzoli in una riunione tra i delegati e membri del partito, con un’alleanza che comprendesse anche Nuovo Centrodestra e Udc. Di fatto, però, il consiglio non ha fatto altro che ratificare una decisione che era già stata presa.

Una scelta che ha fatto andare la Peroni su tutte le furie, tanto da parlare di “assenza di democrazia che ancora una volta siamo a costretti a registrare in Forza Italia a Brescia”. E sul fatto che la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini avesse chiesto ai partiti di farsi da parte per lasciare spazio agli amministratori, Peroni dice che “in realtà il partito ha fatto due passi avanti e si è sostituito completamente agli amministratori ai quali avrebbe invece dovuto offrire occasioni di confronto e possibilità di raccordo”. Inoltre “siamo stati interpellati solo per conoscere quanti consiglieri sono vicino a Forza Italia e per sottoscrivere una lista precostituita di cui non conoscono neppure i nomi” e ha parlato del partito che “ha perso un’occasione irripetibile per rafforzare il rapporto con gli amministratori e per ripartire dal territorio come ci ha ricordato ancora una volta il presidente Berlusconi”.

Margherita Peroni
Margherita Peroni

La consigliera parla anche della richiesta fatta agli amministratori locali, anche quelli non vicini al partito e di liste civiche, ma che si riconoscono nel centro destra, di partecipare. “Invece di parlare di alleanze e numeri dei componenti da attribuire ai diversi partiti, avremmo voluto approfondire l’organizzazione della nuova Provincia, quali deleghe richiedere e come distribuirle, quale ruolo riconoscere al consiglio, come affrontare il prevedibile deficit di bilancio di 12 milioni del 2015. Avremmo voluto che il partito favorisse il confronto su questi temi e ci auguriamo che il candidato presidente Gigi Mottinelli, per essere riconosciuto come Garante anche dalle liste che non lo propongono, li affronti prima delle votazioni e proponga un metodo di lavoro e delle regole condivisibili”.

Margherita Peroni definisce senza giri di parole la “morte della democrazia” quanto è successo per l’operazione Provincia ed è pronta a lanciare una lista unica per le civiche. “Ci uniamo ai molti amministratori che non si riconoscono nel listone sia per l’assenza di contenuti sia per il metodo seguito e che in questi giorni hanno dato vita a un movimento civico che permetta di eleggere una loro rappresentanza in Consiglio – dice.- Raccoglieremo le firme per sostenere la lista civica e le disponibilità di candidature”.