LEVICO TERME – Inaugurazione ufficiale del Forte delle Benne

0

L’Amministrazione comunale di Levico Terme, presieduta dal Sindaco dott. Michele Sartori, e l’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni culturali, sono lieti di invitare all’inaugurazione del Forte San Biagio Colle delle Benne, dopo i recenti lavori di riqualificazione e restauro.

il-forte-delle-benneLa cerimonia avrà luogo sabato 20 settembre 2014 alle ore 10.00 a Levico Terme, presso il Colle delle Benne. Dopo il saluto delle Autorità comunali e provinciali, interverranno gli esperti, Prof. Arch. Gino Malacarne e Arch. Renzo Acler, che hanno curato e seguito da un punto di vista tecnico i lavori di restauro. Seguirà un intermezzo musicale da parte del Coro Cima Vezzena. Sarà possibile inoltre visitare la struttura grazie a visite guidate curate da alcuni storici dell’Associazione culturale Chiarentana.

Ad eccezione dei mezzi addetti al servizio, sarà possibile accedere al Forte o a piedi, partendo dal Capitello nei pressi del Parco Belvedere (25 minuti di cammino), o con il bus navetta. Per l’occasione infatti l’Amministrazione comunale metterà a disposizione un servizio di bus navetta gratuito a partire dalle ore 8.00, con partenza dal piazzale della Piscina comunale (Piazza G. Dalla Chiesa).

Il Forte San Biagio – Werk Colle delle Benne, è un forte militare austroungarico, che si trova su un’altura a 660 m.s.l.m. in Valsugana nei pressi del lago di Levico. Fu costruito tra il 1880 e il 1882; la sua funzione, assieme al Forte di Tenna, era di presidiare la Valsugana ed il passaggio potenziale per Trento. Si trattava di un’opera in casamatta con pianta poligonale, circondato da un fossato lungo tutto il suo perimetro. Il progetto aveva seguito il classico schema dell’epoca: costruito su 4 piani era presente un lungo corridoio protetto da dove si aprivano dei grandi stanzoni laterali. L’infrastruttura poteva ospitare circa 200 militari; in essa vennero montati 4 cannoni a media gittata e 2 obici in casamatta rinforzata. La piazzaforte possedeva energia elettrica, una linea telefonica, una postazione per segnalazioni luminose e un ingegnoso sistema per convogliare acqua. L’evoluzione tecnologica degli armamenti e il ripensamento dei piani marziali durante la Prima Guerra Mondiale portarono al completo disarmo del fortilizio che, di fatto, non fu mai usato in azioni guerresche.