VALCAMONICA – Tariffa di depurazione per l’acqua. E’ corsa ai rimborsi

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Nel periodo compreso fra il 15 ottobre 2003 ed il 15 ottobre del 2008 nelle bollette dell’acqua è stata illegittimamente addebitata agli utenti la quota relativa alla tariffa di depurazione, non dovuta in molti Comuni in quanto sprovvisti di tariffa di depurazione. I relativi importi dovranno quindi essere rimborsati. Nero su bianco, la Corte Costituzionale, con sentenza 335/2008, ha sancito il diritto degli utenti a vedere rimborsata la somma indebitamente pagata. E’ scattata quindi la corsa alle domande di rimborso, presentabili entro il 30 ottobre del 2014, giorno in cui scade il termine di prescrizione. In provincia di Brescia si stima siano 43mila gli utenti aventi diritto al rimborso.

acqua_rimborso1-e1410278765575Alcuni Comuni però non intendono rimborsare gli utenti e adducono a sostegno delle loro ragioni il fatto che i soldi versati sono già stati spesi per investimenti in materia di depurazione. In Provincia di Brescia la questione si è presentata in Valcamonica, ma Severino Damiolini, membro del gruppo consiliare Tempi Nuovi del Comune di Sellero, ha spiegato che le quote versate per la cosiddetta ‘depurazione fantasma’ devono essere rimborsate. In altre parole i Comuni, secondo il DM 30 settembre 2009, non possono rifiutarsi di farlo. Come si legge su QuiBrescia, Damiolini ha spiegato che per ottenere il rimborso deve essere presentata apposita istanza, con indicato il codice utenza ed il codice contatore, senza che sia necessario allegare la bolletta. L’unica ipotesi in cui i rimborsi possono essere dedotti – ha chiarito Damiolini – è quella in cui il Comune abbia avviato attività di progettazione o di realizzazione di un impianto di depurazione, attività che devono essere documentate con atto formale dell’amministrazione comunale che deve certificare l’impegno di spesa o documentazione fiscale. In tal caso, secondo Damiolini, non è possibile calcolare un onere deducibile medio da applicare a tutti gli utenti ma, al contrario, i conteggi devono essere effettuati su ogni singolo utente.

In particolare, in Valcamonica sono 22 i Comuni, ai quali si aggiunge Ghedi e Cigole, nella Bassa, che non hanno intenzione di erogare rimborsi, sostenendo appunto che i soldi raccolti sono stati accantinati e/o spesi per la relizzazione di impianti di depurazione.