PADENGHE – “Padenghe sei Tu” getta le basi del bilancio partecipativo

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«Il Bilancio Partecipativo è una forma pubblica di gestione del potere, con cui i cittadini decidono come sarà utilizzato il bilancio pubblico. E’ un modo di controllare provenienza e destinazione del denaro, una maniera in cui tutti partecipano alla decisione relativa alla distribuzione delle risorse».  Regolamento dell’Orçamento Participativo, Porto Alegre.

Il bilancio comunale è solitamente presentato ed inteso come un documento di difficile interpretazione e di pertinenza esclusiva di esperti (o presunti tali), tanto che gli stessi consiglieri ed assessori sono soliti delegarlo a colleghi con una preparazione specifica. Tale visione, in realtà, rappresenta un forte limite sia per la trasparenza amministrativa che per una compiuta realizzazione della democrazia, in quanto il bilancio è il programma di governo dell’ente  cristallizzato  in  cifre  monetarie  ed  i  cittadini dovrebbero aver modo di far valere le loro preferenze e priorità.

Per far uscire la politica dal palazzo e farla tornare tra la gente, la lista Padenghe sei Tu ha presentato una mozione per impegnare “il Sindaco e la Giunta a promuovere ed intraprendere, nei tempi  utili per il prossimo Bilancio di Previsione 2015, un’azione politico-amministrativa reale e concreta atta a deliberare l’introduzione in forma sperimentale del bilancio partecipato”.  Tale pratica – si legge sempre nel documento – “garantisce la partecipazione diretta dei cittadini alla vita del proprio territorio, consentendo loro di proporre in quali settori e con quali modalità investire parte dei fondi a disposizione del Comune”. Pratica, del resto, prevista sia dallo Statuto Comunale (art. 58)  che da quello dell’Associazione dei comuni virtuosi di cui Padenghe è da poco entrata a far parte.

E’ chiaro che la procedura del bilancio partecipativo non è un evento singolare;  si tratta al contrario di un percorso articolato, che dura diversi mesi. Si svolge parallelamente all‘elaborazione del bilancio di previsione da parte dell‘amministrazione comunale e della sua approvazione da parte dei consiglieri eletti. Non esautora i rappresentanti politici nel loro ruolo istituzionale, ma fornisce un aggancio necessario con gli elettori e li induce ad un rispetto più coerente di programmi e principi.

Realizzare un bilancio partecipativo presuppone un forte coinvolgimento dei cittadini,  una spiccata preparazione civica ed un adeguato bagaglio di nozioni tecniche. Non esiste un modello unico o un kit pronto all’uso: ogni Comune deve trovare il metodo più consono alle proprie tradizioni,  strutture sociali e problemi specifici. E’ un progetto ambizioso, di non facile né immediata esecuzione, ma che, se ben attuato, dà al cittadino la sicurezza che la propria voce conterà.

Ai consiglieri Gandelli, Bonapace e Zannoni va dato il merito di aver posto le basi per la discussione e concretizzazione di quest’importante strumento di democrazia diretta, un passo importante per restituire al cittadino un ruolo centrale all’interno della polis.