BRESCIA – Sblocca Italia, +30% di rifiuti da smaltire a Brescia. Regione e Loggia dicono no

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L’articolo 35 del decreto Sblocca Italia potrebbe vanificare la pianificazione regionale e rivoluzionare a livello nazionale il sistema degli inceneritori che, secondo la norma in parole, dovrebbero essere utilizzati ‘a saturazione del carico termico’, privilegiando lo smaltimenti dei rifiuti urbani prodotti sul territorio nazionale. Il che significherebbe per Brescia un aumento del 30% dei rifiuti da smaltire, rifiuti che potrebbero arrivare, senza controlli, da tutta Italia. In sostanze si passerebbe dalle attuali 800mila ad oltre un milione di tonnellate annue. E la prospettiva più plausibile è quella secondo la quale gli inceneritori di Brescia si troverebbo costretti a bruciare rifiuti provenienti dal Sud d’Italia, in primis di Roma e Napoli.

RifiutiLa proposta ha incontrato il no della Regione Lombardia, che tramite l’assessore Terzi ha fatto sapere che non si attiverà per seguire le indicazioni del Governo. Anche la Loggia non ci sta: il sindaco Emilio Del Bono e l’assessore all’ambiente Gianluigi Fondra hanno manifestato la loro contrarietà, spiegando che da tempo l’amministrazione comunale sta lavorando in direzione opposta, al fine cioè di ridurre progressivamente i rifiuti conferiti nell’impianto.

Si sono appellati ai parlamentari bresciani affinchè si impegnino a modificare la norme. Come si legge sul Corriere della Sera, Terzi intende portare la questione dinnanzi alla Corte Costituzionale perchè a suo giudizio, in materia di ambiente, il soggetto che ha il potere di legiferare non è lo Stato centrale bensì la Regione, mentre le Loggia intende avanzare ad A2A una richiesta affinché questa non chieda l’aumento dei rifiuti importati in città.