BERGAMO – Caso Yara, richiesta di scarcerazione respinta

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La richiesta di scarcerazione fatta dall’avvocato del muratore accusato di aver ucciso Yara Gambirasio è stata respinta, in seguito alla “rilettura critica” richiesta dalla difesa il gip ha comunque deciso di lasciare in carcere il sospettato, in quanto non ci sono nuovi elementi per la scarcerazione, permangono i gravi indizi ed esiste il pericolo di reiterazione del reato.
La ragazza, 13 anni di Brembate Sopra, è stata uccisa il 26 novembre 2010, ma il suo corpo è stato solo dopo tre mesi, a Chignolo d’Isola abbandonato in un campo, il 26 febbraio 2011.
Il presunto colpevole è in carcere da giugno, gli indizi che pesano contro di lui sono sempre gli stessi, ma per il gip sono sufficienti per respingere la richiesta di scarcerazione, oltre al dna dell’uomo trovato sulla ragazza, c’è l’agganciamento alla cella telefonica del telefono dell’accusato e le tracce di materiale edile sul corpo di Yara.ALLARME BOMBA AL TRIBUNALE DI BG
L’uomo si è sempre difeso da ogni accusa e per ogni indizio, il dna trovato sulla ragazzina, per l’accusato potrebbe provenire dagli attrezzi presi al vero assassino nel cantiere dove lavorava, sostenendo di perdere spesso sangue dal naso e quindi aver lasciato le sue tracce sugli attrezzi sul luogo del lavoro.
Il gip ha comunque deciso di non scarcerarlo, nonostante la rilettura resta la “gravità intrinseca del fatto, connotato da efferata violenza”.