MILANO – Messaggi “hot” sul profilo Facebook di una persona. Cassazione: “Da Codice penale”

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Sono considerate molestie alla persona, e quindi punibili con l’arresto, gli apprezzamenti a sfondo sessuale anche se fatti sulla bacheca Facebook della “vittima”. Internet può rientrare tra i “luoghi pubblici” definiti dall’ex articolo 660 del Codice penale. Lo ha stabilito la prima sezione penale della Corte di cassazione che, con la sentenza 37596/14 di pochi giorni fa, ha accolto un caso di accuse nei confronti di un caporedattore del giornale che continuava importunare la collega con messaggi “hot”.

FbSecondo piazza Cavour, è probabile che gli apprezzamenti troppo spinti rivolti alla vittima fossero emessi anche di persona e non si sa se il profilo sotto pseudonimo riferito al molestatore pubblicasse anche sulla bacheca Facebook della collega. La Suprema corte ha stabilito che la piattaforma online deve essere considerata una forma di aggregazione come luogo pubblico e quindi le frasi pesanti e volgari postate sul profilo possono essere punite dal Codice penale.