ARTOGNE – Piano di studio, il Tar dà ragione al Comune: scuolabus non è obbligatorio

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Due genitori di Artogne avevano presentato ricorso al Tar per chiedere l’annillamento del Piano diritto allo studio 2013/2014 adottato dal Comune di Artogne. In particolare, nel ricorso, lamentavano il fatto che l’amministrazione comunale non aveva previsto, per quell’anno scolastico, il servizio di scuolabus per gli alunni che dalla frazione di Acquebone dovevano raggiungere il capoluogo.

Il Tar Brescia
Il Tar Brescia

Nei giorni scorsi è arrivata la decisione dei giudici, che hanno dato ragione all’ente locale, considerando legittima la scelta di non istituire scuolabus. A darne notizia è il quotidiano BresciaOggi, dove si legge che i nostri giudici amministrativi hanno specificato, nel dispositivo della sentenza, che la legge non prevede un obbligo generalizzato e specifico per gli enti locali di predisporre il servizio di bus navetta per gli studenti, salva in ogni caso la necessità di individuare strumenti alternativi volti ad agevolare gli spostamenti degli studenti. Ove tali strumenti non vengano individuati, i Comuni devono corrispondere alle famiglie degli studenti una somma adeguata a titolo di rimborso spese.

Nessun illecito è quindi contestabile al Comune di Artogne, in quanto il Piano 2013/2014 prevedeva sì la soppressione del servizio di scuolabus ma questo veniva sostituito con un contributo di 1.500 euro annui a famiglia.