DESENZANO – Sequestro di beni culturali per 80 mila euro: 1 arresto e 3 denunce

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Un cratere  a campana frammentato a figure rosse, riconducibile ad un contesto dell’Italia meridionale di ambito magno-greco; un mascherone in marmo bianco riconducibile genericamente all’età antica; un bronzetto raffigurante satiro o fauno attribuibile genericamente all’età antica; sei monete in bronzo risalenti genericamente all’età antica.

DESENZANO

Certo, è il sogno di tutti avere a casa una stanza delle meraviglie da allestire e addobbare con reperti archeologici. Ma c’è chi se ne infischia dell’art. 176  d.lgs. 42/2004 sulla tutela dei beni culturali dello Stato e la stanza delle meraviglie ce l’ha veramente.

Questa volta, però, grazie all’intervento del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Desenzano del Garda, qualcuno dovrà rinunciare alla propria vetrina.

Nella serata di sabato 6 settembre 2014, i Carabinieri hanno notato un tizio uscire dalla stazione ferroviaria di Desenzano con un bagaglio apparentemente molto pesante e l’hanno tenuto d’occhio: il soggetto, di origini  laziali,  ha incontrato altri tre individui e, dopo essersi accordato con essi, ha consegnato il bagaglio, dietro corresponsione di denaro contante, ad uno di loro, un cinquantasettenne siciliano. I Carabinieri sono intervenuti ed hanno potuto così constatare che all’interno della valigia vi erano manufatti apparentemente di valore archeologico, che il siciliano stava ricevendo in cambio di 8.500 euro, in contanti.

Il materiale è stato sequestrato e consegnato alla soprintendenza della regione Lombardia che, dopo le dovute verifiche, l’ha dichiarato autentico. Il cinquantasettenne siciliano, che aveva acquistato i beni culturali per porli poi all’asta, probabilmente su piazze estere, per un valore di realizzo che si aggira attorno agli 80.000 euro di base, è stato tratto in arresto per ricettazione in concorso ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato italiano, mentre  gli altri 3 soggetti, tutti maggiorenni, sono stati deferiti in stato di libertà, ai sensi dell’art. 176  d.lgs. 42/2004 sulla tutela dei beni culturali dello Stato.

Oggi è stato convalidato l’arresto ed il siciliano è stato condannato ad un anno ed otto mesi di reclusione – pena sospesa – ed alla multa di 1000 euro. Quanto ai beni culturali, il giudice ha ordinato la restituzione di essi allo Stato.