Calcio estero a Brescia, Pro Lombardia solidale con Arnaldo Otegi

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Abbiamo ricevuto in redazione e pubblichiamo una lettera di Dario Pederzani, attivista del movimento Pro Lombardia Indipendenza, sul quadrangolare di calcio dei giorni scorsi ospitato a Brescia con le città gemellate. Tra queste, anche Logrono in Spagna dove è detenuto in carcere l’indipendentista Arnaldo Otegi

Il movimento manifesta la sua solidarietà
Il movimento manifesta la sua solidarietà

Il 5 e 6 settembre si è svolto a Brescia un quadrangolare di calcio internazionale under 17 con la partecipazione di rappresentative delle città gemellate con il comune di Brescia: Betlemme dalla Palestina, Darmstadt dalla Germania (che però all’ultimo ha dato forfait) e Logrono dalla Spagna. A Logrono si trova il carcere dove è imprigionato da quasi cinque anni uno storico leader indipendentista basco, Arnaldo Otegi. Otegi viene considerato un prigioniero politico e per la sua liberazione è in corso una campagna internazionale promossa da associazioni per la tutela dei diritti civili, sindacati e movimenti politici indipendentisti e di sinistra, una campagna che ha ricevuto l’adesione anche del premio Nobel per la pace Desmond Tutu.

Pro Lombardia Indipendenza ha deciso di presenziare all’ingresso del campo di gioco con la Ikurrina (la bandiera basca), la Etxera (la bandiera con cui i Baschi reclamano il rientro dei prigionieri politici in terra Basca) e la Croce di San Giorgio (la bandiera storica della Lombardia), per manifestare concreta solidarietà ad Otegi e sostegno al processo di pace. Nell’ottobre 2009 Otegi è stato arrestato con l’accusa di tentare di ricostituire il movimento politico Herri Batasuna, sciolto dalla magistratura spagnola nel 2003 in applicazione di una legge votata da popolari e socialisti spagnoli e volta a colpire (in maniera indiscriminata) associazioni e partiti del nazionalismo basco: una legge che ha permesso di sciogliere un partito come HB forte di un deputato all’europarlamento, sette deputati nel parlamento basco, 52 sindaci e 890 consiglieri comunali. Otegi in realtà era stato il promotore, insieme ad altre personalità di spicco dell’indipendentismo basco, di una svolta pacifista nel movimento nazionalista basco (il progetto Bateragune, “punto di incontro” in basco) e tanti osservatori politici hanno visto nel suo arresto il tentativo dello stato spagnolo di sabotare sul nascere qualsiasi tentativo di risoluzione pacifica del conflitto basco-spagnolo (con il riconoscimento dell’autodeterminazione basca) per gestire il conflitto solo sul piano militare.

Governo e magistratura spagnoli sono arrivati al paradosso di detenere in carcere come prigioniero politico chi si è speso proprio perché la lotta armata fosse abbandonata in favore di una soluzione pacifica: è come se il governo britannico avesse arrestato Gerry Adams proprio quando questi stava favorendo il processo di pace in Irlanda (del Nord). La politica repressiva dello stato spagnolo nega qualsiasi sbocco al processo di pace, ma nel frattempo è nella società basca che è maturata sempre di più l’esigenza della pace insieme a quella dell’indipendenza: Eta nel 2011 ha deciso unilateralmente di far cessare qualsiasi azione armata; nel gennaio 2014 si è svolta a Bilbo (Bilbao) la più grande manifestazione di piazza degli ultimi 15 anni con 130 mila persone che manifestavano a favore del rimpatrio dei prigionieri politici baschi detenuti nelle prigioni spagnole.

Infine, nelle elezioni europee di maggio, per la prima volta nella storia, la coalizione dei partiti indipendentisti di sinistra (Bildu) è risultata la più votata superando i nazionalisti baschi moderati (PNV) conquistando il 23% dei voti. L’8 giugno di quest’anno si è svolta una manifestazione ancora più imponente con la partecipazione di 150 mila cittadini che hanno formato una catena umana ispirata alla Via Catalana e lunga 123 km da Durango in Bizkaia a Pamplona in Navarra, per sostenere ancora una volta il processo indipendentista in Euskal Herria. Pro Lombardia Indipendenza crede nei valori della pace e dell’autodeterminazione dei popoli e sostiene il popolo Basco, come tutti i popoli europei senza stato, nella sua lotta per l’indipendenza.