ROMA – Aerei F35, Basilio (M5S): “Italia in JSF ha interessi economici, è incostituzionale”

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“Nel presentare all’aula di Montecitorio la mozione del Movimento 5 Stelle in merito agli F-35, ho ritenuto opportuno evidenziare le molteplici criticità e le innumerevoli anomalie insite nella partecipazione dell’Italia al programma Joint Strike Fighter che, sotto alcuni aspetti, non esiterei a definire incostituzionale per violazione del principio di non belligeranza di cui all’art. 11 della nostra Carta fondamentale”.

F35Così la deputata Tatiana Basilio del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Difesa della Camera dei deputati commenta il suo intervento parlamentare di giovedì scorso in occasione della discussione generale sulle mozioni Marcon ed altri n. 1-00424, Gianluca Pini ed altri n. 1-00563, Basilio ed altri n. 1-00577 e Causin ed altri n. 1-00578 sulla “Partecipazione italiana al programma di realizzazione e acquisto degli aerei Joint Strike Fighter-F35”.

“Ormai è di tutta evidenza che, nonostante apparentemente si cerchi di far credere il contrario, la presenza di interessi economici di notevole entità mantiene in vita da anni un programma di rifinanziamento non solo illegittimo, ma anche controproducente, con un onere complessivo di ben 10 miliardi di euro, in una fase storica in cui i soldi pubblici potrebbero essere investiti per tante altre priorità, quali la sanità, l’istruzione, la ricerca, l’occupazione giovanile – prosegue la deputata.

“I nostri concittadini sanno bene che i cacciabombardieri F-35 rappresentano l’antitesi del nostro modo di concepire la Difesa, in quanto non sono né vantaggiosi dal punto di vista economico, né proficui sul fronte della sicurezza militare: sono semplicemente il prezzo che gli italiani devono pagare per foraggiare le lobby delle industrie belliche. Per tali ragioni ho presentato unitamente al mio gruppo parlamentare, la mozione n. 1-00577 per impegnare il Governo a cancellare la partecipazione dell’Italia dal programma JSF, ovvero in subordine a rivedere le attività contrattuali in essere, al fine di conseguire risparmi immediati, di spesa in conto corrente, stimati in circa 560 milioni di euro”.