BRESCIA – Esercitazione di Protezione civile a San Polino. Ma tra le polemiche

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Allarme nel quartiere di Sanpolino a Brescia, ma è solo la prima esercitazione del coordinamento del volontariato di Protezione civile che prevede l’utilizzo di 280 volontari circa, appartenenti a 33 associazioni del territorio, impegnati in diversi scenari di rischio. Tra la preoccupazione per la continua riduzione dei fondi – dice Celso Vassalini, volontario e vice presidente della Protezione civile Aifos – e per il futuro nel dare una propria parte di vita alla casa madre della Protezione Civile stamani la vera esondazione è l’ira di molti gruppi di volontariato. Ma i gruppi del Comune capoluogo e di tutta la Provincia sono sul piede di guerra dopo avere visto da un momento all’altro scomparire la convenzione con la Provincia che negli ultimi undici anni aveva permesso alla loro Protezione civile di operare su tutti i livelli e di intervenire nel miglior modo possibile nei casi di emergenza. Il grado di allerta per loro è sempre alto, visti i moltissimi interventi che svolgono ogni anno sul territorio.

Un momento dell'esercitazione di stamattina
Un momento dell’esercitazione di stamattina

Ma ora a mettere in allarme le tante associazioni bergamasche legate alla Protezione civile c’è anche il forte rischio dei tagli economici da parte della Provincia, una situazione che mette in pericolo il lavoro delle centinaia di volontari pronti a regalare il proprio tempo a chi ne ha più bisogno. La preoccupazione è tanta, soprattutto da parte di chi basa la propria attività sulla convenzione annuale con l’ente di via Tasso. È il caso della Protezione civile di Dalmine-Zingonia, che ha il compito di gestire le emergenze all’interno dell’aeroporto di Orio al Serio. Situazioni difficili, che accadono non di rado. “Garantiamo assistenza ai viaggiatori con brande e cibo – spiega la responsabile, Raffaella Cattaneo -. Il nostro staff è composto da 100 volontari: il protocollo con la Provincia prevede una sovvenzione di 3mila euro annui, che nel 2014 è già stata tagliata del 20%. Non sappiamo nulla di cosa accadrà a fine anno, ma i nostri mezzi non vanno ad acqua: mi auguro che si capisca che i soldi investiti in sicurezza non sono mai sprecati”.

Qui la preoccupazione è altissima, visto che la convenzione “copertura delle spese” forse non sarà rinnovata: era il nostro sostentamento, spiegano i volontari. Ad esempio l’operazione “Fiumi Sicuri”, Maddalena, colline sicure da incendi boschivi sempre dolosi e pulitura dei canali della Val Carobbio e altri. In questi anni erano in decine di volontari a pulire gli alvei e nei vari tanti interventi, ora come faranno? A rischio anche i contributi erogati ogni anno dalle varie amministrazioni ed ex province. Dai dirigenti comunali si sentono solo risposte insensibili, stonate e dai vari assessori un silenzio assordante per una prospettiva e la solita cantilena: i tagli del governo hanno ridotto il budget del mio assessorato. Questo ci ha costretto ad effettuare numerosi tagli a tanti nostri servizi, e a non rinnovare-rivedere la convenzione con la Protezione civile. Forse servono nuove convenzioni? Nuovi accordi per il territorio? Nuovo calcolo algebrico per la copertura economica alle assicurazioni, alle spese mediche, e al funzionamento e alla manutenzione dei mezzi.

Di punto in bianco, senza nemmeno aprire una discussione. E’ stata fatta una grave sottovalutazione delle conseguenze di queste ipotetiche scelte. E quali saranno queste conseguenze? Prima di tutto spariranno diverse iniziative, a partire da “Fiumi sicuri e Maddalena Sicura”. Poi finirà che potranno operare solo le sezioni locali, quelle che hanno convenzioni con i sindaci “sensibili”, mentre a livello provinciale non so proprio cosa potranno ancora fare. Magari potranno ancora effettuare un intervento per un grosso caso di emergenza con i mezzi per i quali bisogna pagare assicurazioni e manutenzione. “E che man mano non potranno più essere utilizzati, ma poi sarà finita lì. Giusto tagliare i fondi, ma se si vogliono trovare i soldi si trovano, magari riducendo lo stanziamento, evitare di far pesare dei costi di affitto considerati come le divine Chiese. Così come è ovvio che la questione è politica, si fanno certe scelte perché c’è dietro un certo ragionamento.

Senza invece pensare che strumenti come la convenzione servono prima di tutto come prevenzione, per evitare che certi eventi “demoralizzazione” si verifichino. La situazione che si è creata adesso è più che grave, visto che la Protezione civile andrà verso la paralisi, anche se di fronte a un’emergenza non credo che ci tireremo indietro. Di tutti i tagli che si possono fare credo che quelli che riguardano l’emergenza siano proprio gli ultimi che si possano concepire. A questo punto, visti anche i cambiamenti che investono l’ente Provincia, credo che l’unico modo per uscire da questa situazione sarà quello di convincere i singoli Comuni a stringere delle convenzioni con i gruppi sul proprio territorio. Oppure ci potremo rivolgere alla Regione, che è destinata a diventare il nostro ente di riferimento.

Rivolgersi alla protezione civile “Angeli” era è e sarà una scelta naturale, vista la loro capillarità sul territorio e la loro professionalità unici al mondo unici. Non voglio commentare la decisioni delle attuali giunte, ma si tratta una decisione che impoverisce ulteriormente il territorio bresciano. Per fare politica bisogna avere passione e la vista lunga. Nonostante tutto i Volontari “Angeli cuore, passione e determinazione” sono ancora ottimisti. Spero che la politica ci ripensino. Anche perché se un domani si ritroveranno con l’acqua alla gola se ne dovrà riparlare per forza. “I soldi per il volontariato non sono mai uno spreco”.