MILANO – Nuova classifica delle zone sismiche in Lombardia. Brescia sale in zona 2

0

La Regione Lombardia ha recentemente deliberato l’aggiornamento delle zone sismiche dei comuni lombardi (Burl 16 luglio 2014). La nuova classificazione è il risultato dell’attività del gruppo di lavoro regionale che ha svolto la verifica delle caratteristiche del suolo e del sottosuolo lombardo oltre che l’analisi approfondita degli ultimi terremoti, a partire da quello emiliano del 2012. La nuova classificazione, che entrerà in vigore il 14 ottobre, conferma che nessun Comune lombardo è da ritenersi in zona 1 (alta sismicità) e stabilisce che 57 Comuni sono in zona 2 nelle province di Brescia e Mantova, 1.028 Comuni sono in zona 3, principalmente nelle province di Bergamo, Pavia, Brescia, Cremona e quindi nelle province di Lecco, Lodi, Monza-Brianza, Milano, Mantova e Sondrio, mentre gli altri 446 Comuni sono da ritenersi in zona 4 (sismicità molto bassa).

TerremotiDa un punto di vista tecnico, con riferimento alla sicurezza del lavoro, la nuova classificazione impone di integrare i documenti di valutazione dei rischi e riconsiderare la sicurezza statica alla luce della classificazione ufficiale del proprio comune. I recenti grandi eventi (terremoto de L’Aquila del 2009 e in Emilia nel 2012) hanno dato luogo a diverse sentenze di segno univoco e sono numerosi i datori di lavoro sotto processo per aver stabilito la propria impresa in territori classificati (ove si sono poi verificati terremoti e danni a persone) e senza avere correttamente valutato il rischio sismico nel proprio. L’obbligo nasce in primis dal D.Lgs 81/08.

regione-mappa-sismicaValutazione di tutti i rischi ed eliminazione o minimizzazione degli stessi: art. 15 cm. 1 lett. a, b, c, e ed artt. 17, 15 cm. 1 lett. a. Manutenzione e miglioramento dei livelli di sicurezza degli ambienti: art. 15 cm. 1 lett. t, z. Esecuzione di regolare manutenzione per eliminazione di difetti pregiudizievoli della sicurezza dei lavoratori: art. 64 cm. 1 lett. c. Stabilità, solidità e manutenzione: allegato IV. Il cambio di classificazione determina una maggiore esigenza di valutazione del rischio poichè edifici, capannoni e luoghi di lavoro edificati durante la vigenza della classificazione precedente possono facilmente risultare inadeguati rispetto alla nuova classificazione (più cautelativa ed elevata in termini di rischio). Ciò non significa necessariamente programmare interventi, ma la mancata valutazione comporta automaticamente un inadempimento e la conseguente totale responsabilità datoriale, anche di fronte all’evento più imprevedibile ed esorbitante.

Gli strumenti di valutazione sono consolidati e, benchè non permettano di prevedere alcunchè, consentono di limitare le responsabilità e verificare il livello di prevenzione. In linea generale il rischio sismico è dato dalla “combinazione” di tre elementi base: la pericolosità sismica P, la vulnerabilità sismica V e l’esposizione E. L’analisi dei tre fattori permette di valutare correttamente il livello di rischio sismico presente in ogni impresa e ponderarne la portata. Infatti la ratio della norma è che non sono esentati dalle verifiche i luoghi di lavoro ubicati in aree a bassa intensità sismica rilevata poiché, come risulta dalla nuova classificazione, tutto il territorio ha una pericolosità sismica non nulla e quindi un livello di rischio che deve essere valutato e gestito. Brescia sale in zona 2 nella nuova classificazione del rischio sismico voluto dalla Regione Lombardia.

BOLLETTINO ZONIZZAZIONE SISMICA

TESTO UNICO 81/2008