VALTROMPIA – 70 anni di Resistenza e Liberazione, targa per Franco Moretti

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Nel 2014 e 2015 si celebrano i 70 anni della Resistenza e Liberazione che hanno coinvolto l’Italia tra il 1944 e il 1945. Per ricordare quei momenti e riconoscere l’anniversario, i Comuni di Gardone Valtrompia, Lumezzane e Marcheno, la Comunità montana e l’Anpi organizzano un programma di iniziative dedicate. Si partirà martedì 2 settembre a Ronco di Cesovo, a Marcheno, per celebrare il ricordo di Franco Moretti, il ragazzo partigiano scomparso che faceva parte del paese. Il ritrovo sarà alle ore 10,30 quando interverranno i rappresentanti delle amministrazioni e delle sezioni Anpi locali. Il secondo appuntamento sarà sabato 20 settembre a Dosso di Marcheno e ancora a Ronco di Cesovo per la celebrazione dedicata alle scolaresche con letture e musica curate dall’associazione “Treatro Terre di Confine”. Ecco chi erano Franco Moretti e Francesco “Cecco” Bertussi raccontati nei libri e da un intervento sui personaggi resi noti dalla storia brescia della seconda guerra mondiale.

Resistenza e liberazioneFranco Moretti (9.9.1927 – 2.9.1944)
Da “La scelta. Biografia del partigiano Franco Moretti” di Piergiogio Bonetti (Massetti Rodella Editori, 2005)
“Un giovane come tanti altri, in un periodo buio della storia italiana. Ad un certo punto qualcosa cambia nella sua vita, tanto da avviarlo ad una scelta fondamentale che lo porterà in breve ad una morte violenta, eroica ma troppo precoce. Non c’è stato un obbligo in questa scelta, nessun fatto cruciale l’ha spinto, né la chiamata alle armi né un episodio di rilievo in paese. Nel vortice di violenza che sconvolge l’Italia nel triennio ’43-’45 spesso le famiglie si trovano coinvolte in scelte che le sconquassano nel profondo. Due occupazioni straniere, una dal nord e l’altra dal sud, due governi ufficiali che portano alla guerra civile, le forze di resistenza contro il nazifascismo che man mano si organizzano: alcune leve di giovani ventenni si trovano a dover scegliere.

Si pensi ad un paese disabituato da vent’anni al dibattito politico, con una cultura di base infarcita di retorica fascista, militarista e razzista. Questi giovani si trovano da un momento all’altro a dover scegliere fra due parti, entrambe ispirantesi alla difesa della patria contro l’invasore straniero”.

Francesco “Cecco” Bertussi (27.2.1914 – 18.9.1944)
Dall’intervento di Marino Ruzzenenti al convegno su Cecco Bertussi (Marcheno, 18 settembre 2004)
“Credo che oggi, finalmente, possiamo riconsiderare la vicenda con occhi più sereni, dedicandoci soprattutto al vero protagonista, quello che più di tutti merita la nostra attenzione, quello che concordemente possiamo riconoscere, “senza se e senza ma” il personaggio positivo, la cui lezione umana e politica ci può ancora oggi insegnare molto, in un periodo in cui la politica è ridotta ad artificio del potere e scarnificata di ogni tensione etica.

In queste vicende dobbiamo anche accettare un limite insuperabile nel comprendere fino in fondo la complessità di dinamiche relazioni e di conflittualità che furono politiche e militari, ma anche umane e psicologiche. E Bertussi è una figura grande di uomo e di partigiano, invece. Potremmo dire, senza retorica, che abbia incarnato la dimensione morale nella Resistenza. Una figura emblematica di quella solidarietà diffusa nei confronti dei renitenti e dei resistenti da parte dei contadini, che, ricordiamolo sempre, erano allora la stragrande maggioranza degli italiani”.