MILANO – In arrivo 12 vecchi treni diesel, Legambiente: “Serve nuova gestione”. Trenord smentisce

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Aggiornamento 1-9 ore 15,40 Continua la polemica tra Dario Ballotta, responsabile dei Trasporti per Legambiente Lombardia e Trenord. E dopo la secca smentita dell’azienda lombarda che parla di “sole supposizioni la possibilità che treni vecchi sostituiscano quelli elettrici”, Ballotta replica ancora. “La grave crisi del materiale rotabile lombardo – dice Ballotta come riporta l’EcodiBergamo.it – è confermata dalla ridicola smentita di Trenord. Quali siano le ragioni aziendali interne è presto detto. Il sistema sta scoppiando e la manutenzione delle ferrovie lombarde non riesce a stare al passo con le necessità di treni giornalieri. Togliere dai piazzali di Treviso dodici treni Ale 668 fermi da anni, vecchi di oltre 40 anni e spostarli a Cremona non è una “ragione aziendale interna” ma il sintomo di una gravissima crisi gestionale.

TrenordQuesto programma di trasferimento treni e di restyling avviato alcuni mesi fa – continua Ballotta – vede già circolare quattro treni arrivati da Treviso (serie 1200) sulle tratte Cremona-Brescia e Parma-Brescia. I prossimi otto convogli lo saranno alla fine dei lavori di ripristino. Per quanto si possano ripristinare le inquinantissime Ale 668. Nel frattempo quattro treni elettrici Ale 582 in servizio nel cremonese e nel bresciano sono già andati in Valtellina e sono stati risistemati e pellicolati nelle officine di Fiorenza prendendo il logo Val Chiavenna, Valle Spluga e Gavia in vista delle manifestazioni periferiche dell’Expo. Per quanto si possano ripristinare le inquinatissime Ale 668 peggioreranno la situazione nella bassa cremonese, mantovana e bresciana, visto che la loro velocità massima sarà di 110 km/h contro i 140 km/h delle automotrici elettriche Ale 582″.

(1-9 ore 15,30) Sull’attacco di Dario Balotta, responsabile dei Trasporti per Legambiente Lombardia, che critica Trenord per dodici treni vecchi a diesel che sarebbero in arrivo sulle ferrovie di Brescia, Bergamo, Cremona e Treviglio al posto di quelli elettrici destinati a Expo, l’azienda smentisce. “Sono solo supposizioni, il trasferimento dei treni è avvenuto per ragioni aziendali interne. Non ci saranno sostituzioni di treni elettrici”

(1-9 ore 13,19) La settimana scorsa i sindaci di Bergamo e Cremona avevano scritto alla Regione Lombardia che era giunto il tempo di cambiare passo nella gestione di Trenord, per migliorare la qualità del servizio ferroviario regionale. Mentre il sindaco di Bergamo aveva sottolineato i disagi, non più sopportabili, dei pendolari della Bergamo-Milano, il sindaco di Cremona aveva chiesto di togliere dalla circolazione i vecchi e inquinanti treni diesel che sferragliano sulla Cremona-Brescia, Parma-Brescia e Cremona-Treviglio, sostituendoli con treni elettrici. L’assessore ai trasporti Alberto Cavalli ha risposto che sono in arrivo 62 nuovi treni e che l’offerta era stata potenziata sulla Treviglio-Milano.

Non solo, ma i lievi disservizi e le soppressioni dei giorni precedenti erano da attribuirsi al periodo estivo, in cui si accentuano i livelli di manutenzione alla rete e ai treni. Comunque gli indici di puntualità sono in rialzo. Queste le dichiarazioni dell’assessore: in realtà, per motivi ancora da accertare, Cremona in particolare sta per ricevere l’ennesima delusione dalla Regione Lombardia. Commenta così Dario Balotta, responsabile dei Trasporti di Legambiente Lombardia che ha diffuso la notizia dell’arrivo dei treni diesel con oltre quaranta anni di vita. “Ci risulta che in questi giorni sono arrivati dal deposito locomotive di Treviso a quello di Cremona dodici convogli diesel Ale 668 degli anni 70’ serie 1200 (la più vecchia) che erano fermi da anni.

Al deposito cremonese spetta il compito di dare leggeri ritocchi e una messa a punto per rimettere in moto questi vecchi treni sulle linee del cremonese, del bresciano e della bergamasca. Secondo il programma di Trenord verranno spostati a Milano i treni elettrici Ale 662 degli anni 80’ per far fronte alle esigenze imminenti dell’Expo. Expo 2015 – continua Balotta – dove i ritardi non sono solo infrastrutturali, ma anche gestionali e di pianificazione dei servizi di trasporto. C’è da chiedersi se l’azionista di controllo di Trenord, nonché pagatore dei contributi d’esercizio, cioè la Regione Lombardia, sia al corrente di questa scelta del management aziendale. Se è questa l’attenzione chiesta a Trenord dall’assessore Cavalli, no grazie.

Trenord deve uscire dallo stato confusionale in cui si trova, da quando nel dicembre del 2012 ci fu la “Caporetto” ferroviaria lombarda e vennero soppressi centinaia di treni ogni giorno per una settimana consecutiva. La regione dovrebbe pretendere da Trenord un’efficace riorganizzazione interna, la riduzione dei costi di gestione, che sono alle stelle, e fare una verifica sul management aziendale, piuttosto che continuare con le solite promesse. Il servizio ferroviario andrebbe messo a gara come avviene nel resto d’Europa. Non possiamo credere – conclude il responsabile di Legambiente – che l’invio di una dozzina di vecchi e inquinanti treni diesel a Cremona sia la risposta della regione al sindaco, che non ha voluto concedere il quadro dell’Arcimboldo all’Expo”.