BRESCIA – Dl Svuotacarceri, in tilt il Tribunale di Sorveglianza

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Le carenze di organico della giustizia italiana si fanno sentire, soprattutto ora che, a seguito del provvedimento Svuotacarceri, fioccano le richieste di sconto di pena o di risarcimento avanzate da parte dei detenuti delle carceri bresciane. I magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Brescia sono in affanno.

G_294A scatenare il fenomeno è stato il decreto Svuotacarceri adottato lo scorso 28 giugno, poi trasformato in legge, adottato per ottemperare alle direttive adottate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che nel gennaio del 2013, con la sentenza Torreggiani, ha imposto allo Stato italiano l’adozione di mosure volte a risolvere il problema del sofraffollamento degli istituti di pena. I detenuti hanno, in virtù di tale legge, il diritto a chiedere uno sconto di pena pari ad un giorno ogni dieci trascorsi in violazione dei loro diritti. Ove la pena sia già stata integralmente scontata, hanno diritto a chiedere un rimborso in denaro, un risarcimento di 8 euro per ogni giornata trascorsa in carcere in condizioni che violano l’articolo 3. Ecco dunque che le richieste dei detenuti si sono moltiplicate a dismisura intasando la giustizia bresciana. E sono destinate a crescere visto che il provvedimento è reatroattivo, quindi applicabile anche nei confronti di chi è stato incarcere anni fa. La mole di lavoro piovuta sul tavolo dei magistrati è davvero ingente, anchè perchè per ogni domanda deve essere svolta una complessa istruttoria.

All’inizio del mese di settembre, dopo il periodo feriale, si terrà un incontro al fine di individuare il miglior modus operandi.