OME – Il Borgo del Maglio ospita la mostra “1914-1918 [1919]. L’attesa trincerata”

0

In occasione delle Celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra, la Fondazione Pietro Malossi e il Gruppo Alpini di Ome-Sezione di Brescia, presentano la mostra: “1914-1918 [1919]L’attesa trincerata”. La Grande Guerra al Borgo del Maglio, in esposizione presso le sale della Casa Museo Pietro Malossi. La mostra è il frutto di un lavoro di coordinamento che ha visto la partecipazione di diversi enti pubblici e soggetti privati, infatti i beni esposti provengono dalla Collezione Pietro Malossi, dal Museo delle Armi Luigi Marzoli di Brescia e dal Museo Storico del Risorgimento di Montichiari, dall’A.N.A Sezione di Brescia e dall’A.N.A. Gruppo Alpini di Ome e da privati.

Borgo-Maglio
Borgo del Maglio di Ome

L’intento della mostra è di dare una visione globale del conflitto, attraverso tre livelli di narrazione: la guerra “globale”, come prova sul campo di nuove armi, di nuovi mezzi e di nuove tecniche di battaglia; il conflitto che vide la contrapposizione tra le nuove potenze emergenti contro gli imperi ottocenteschi;

_ la guerra “privata”, vista e vissuta dai soldati attraverso l’apporto di documenti storici quali cartoline e lettere;

_ la “Presa di Fiume” con una selezione di beni iconografici della Collezione Malossi.

Il titolo richiama la definizione, guerra di trincea, con cui si identifica il conflitto, ma si collega anche all’immagine che fa da sfondo all’esposizione, il quadro del pittore Angelo Landi, Il rammendo, esposto nel ‘22 a Roma, alla mostra celebrativa del Comitato Nazionale per le Onoranze ai Caduti di Guerra. Il dipinto, di proprietà della Collezione Pietro Malossi, raffigura un soldato seduto in trincea, mentre rammenda la divisa.

Il filo conduttore è il tema della lacerazione fisica e mentale che il conflitto portò nelle donne e negli uomini che la vissero.
Molti dei soldati erano contadini analfabeti mai usciti dal confine del loro paese e si trovarono di fronte un nemico fatto di fame, freddo, macchine di ferro che sputavano fuoco, conobbero lo stress di una vita al limite scandito dai colpi di mortaio, vissero il logoramento mentale che portò molti di loro a soffrire di quella patologia psichiatrica definita Post Traumatic Stress Disorder: diventarono i scemi di guerra nella tradizione popolare.

In esposizione una ricca selezione di beni. La prima sezione del racconto è definita da una trentina di armi da fuoco, tra cui una serie di bombarde austriache, mortai e mitragliatrici provenienti dalGruppo Alpini di OME, Sezione di Brescia, Museo delle Armi Luigi Marzoli di Brescia e armi concesse in prestito da privati oltre ad una serie di elmetti e divise. La seconda sezione racconta la guerra privata, vista e vissuta dai soldati, in un racconto corale di foto storiche provenienti dall’archivio del Museo degli Alpini di Brescia, di buffetteria militare, di medaglie, di monete, di cartoline e di documenti storici: lettere dei soldati di Ome, certificati di morte o trasmissioni di notizie e pagine di giornali dell’epoca. Di particolare interesse l’ apparecchio stereoscopico a colonna con 60 lastre concesse in prestito dal Museo Storico del Risorgimento di Montichari.

Sopra tutto, le parole tratte dalla guerra, scritte sulla parete come sulla carne di chi quella guerra la visse e di quella guerra morì, un percorso realizzato dal Sistema Bibliotecario di Valle Trompia con l’approfondimento bibliografico per ragazzi e bambini ad opera della Biblioteca di Ome. La Fondazione Pietro Malossi partecipa al Comitato Provinciale di Coordinamento per le iniziative per il Centenario della Grande Guerra e al Comitato tecnico della Grande Guerra istituito dal Sistema Museale di Valle Trompia.