BRESCIA – Tasse sulle fabbriche, Bonometti (Aib): “Serve chiarezza”

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Il tema della fiscalità immobiliare, e in particolare la tassazione dei fabbricati industriali utilizzati per lo svolgimento dell’attività di impresa, sta assumendo proporzioni insostenibili. Oltre all’incremento delle aliquote Imu, dei moltiplicatori delle rendite e all’introduzione di nuove imposte quali la Tasi – dice Marco Bonometti presidente dell’Associazione Industriale Bresciana – l’aumento dell’imposizione deriva anche da un’intensa attività di verifica messa in campo nella nostra Provincia da alcuni Comuni e dall’Ufficio Provinciale del Territorio, attività volta a rivedere le rendite catastali.

Tasse fabbricheSono ormai all’ordine del giorno le segnalazioni di imprese che lamentano di aver ricevuto dai Comuni l’invito a procedere alla “regolarizzazione della situazione catastale” dei propri siti industriali. Anche a seguito di tali iniziative, l’Agenzia delle Entrate, e nello specifico l’Ufficio Provinciale del Territorio, procede così alla verifica della rendita dopo sopralluogo, includendo quindi nella stima catastale anche vari tipi di impianti e macchinari (presse, forni, rulliere, carrelloni, alveolari, spianatrici, trafile, impianti di colata continua, pulper, macchina continua e impianti fotovoltaici).

Ma i beni strumentali impiegati nel processo produttivo, come più volte affermato dalla stessa Confindustria, non possono essere trattati come patrimoni avulsi da tassare, perché essi non producono autonomamente ricchezza: sono invece fattori impiegati nella produzione, alla stregua di altri tipi di capitale fisico utilizzati dall’impresa nel processo produttivo e che, come tali, non devono essere tassati. La conseguenza di tale attività – continua Bonometti – porta all’emissione da parte dei Comuni di avvisi di accertamento Ici e Imu con effetto retroattivo e con l’applicazione di pesanti sanzioni pari in molti casi al 100% dell’imposta dovuta per ogni annualità accertata.

Tutto questo, non in virtù di sopravvenute modifiche normative, ma in base alle disposizioni originarie che disciplinano la materia e che sono contenute nel Regio Decreto Legge 652 del 13 aprile 1939 e alla successiva interpretazione della giurisprudenza e della prassi che lascia ampio margine interpretativo, dando luogo a comportamenti difformi da parte degli uffici preposti alle verifiche e agli accertamenti. Sono fermamente convinto – conclude il presidente di Aib – che le imprese abbiano oggi più che mai bisogno di certezza, soprattutto in relazione alle modalità di determinazione della base imponibile e conseguentemente delle imposte dovute, ma soprattutto per poter programmare il proprio lavoro.