BRESCIA – Da ottobre autobus più cari per chi si sposta da provincia verso città

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Secondo Legambiente, finirà con una “stangata tariffaria la già modesta attività della Provincia di Brescia”. Con la delibera 294 del 4 agosto, la giunta provinciale ha aumentato le tariffe degli abbonamenti settimanali e mensili per pendolari lavoratori e viaggiatori occasionali. I mensili subiranno aumenti che vanno fino ad un massimo del 13%, mentre i settimanali avranno un incremento che può raggiungere anche il 18% a seconda delle zone in cui si acquista il biglietto.

Bus tariffeCon il pretesto di un’integrazione tariffaria monca – dice Dario Balotta, responsabile dei Trasporti per Legambiente Lombardia – sono esclusi infatti i pendolari che usano il treno, si rende obbligatorio ai pendolari, che raggiungono Brescia, l’acquisto di un titolo di viaggio integrato (extraurbano ed urbano). In pratica, se fino ad oggi bastava un abbonamento settimanale o mensile “ordinario”, da ottobre sarà obbligatorio aggiungere una quota di abbonamento, urbana anche se non se ne usufruirà. Se prima era facoltativo l’acquisto dell’abbonamento “integrato” (extraurbano ed urbano), ora diventa obbligatorio.

Chi arriva direttamente dalla provincia al lavoro e non ha bisogno di prendere un mezzo urbano perché vicino alla sua destinazione, deve comunque munirsi di un abbonamento integrato. Qui sta l’inghippo che porta ad aumenti complessivi, anche di due cifre. Si tratta di un aumento ingiustificato e iniquo. Non c’è provincia lombarda che adotti un simile meccanismo, i cui maggiori ricavi prelevati da Sia, Saia e Apam, i tre operatori che ogni giorno trasportano in città dalla provincia migliaia di pendolari, verranno versati nelle casse di Brescia Trasporti. Questa nuova ciambella di salvataggio – continua Balotta – va a rimpinguare il pozzo senza fondo degli alti costi di gestione del Metrobus.

I maggiori incassi derivanti dal provvedimento, che offre la possibilità di usare la rete dei trasporti cittadina, anche a chi non ha bisogno di servirsene, entreranno nelle casse di Brescia Mobilità, senza che venga ampliata la già obsoleta rete extraurbana e senza aver prima potenziato le frequenze dei servizi che arrivano dalle valli e dalla bassa. Tale distorto meccanismo tariffario è già in atto da anni per gli studenti fa pagare ai due terzi dei giovani, che arrivano in città ogni giorno, un sovrapprezzo urbano che in realtà non utilizzano perché serviti direttamente dagli autobus extraurbani nei plessi scolastici, sul percorso d’ingresso in città.

Serve una nuova politica della mobilità sostenibile, con un potenziamento dell’offerta dei servizi di trasporto pubblico – conclude Balotta – e una vera integrazione tariffaria, che comprenda anche le ferrovie i cui diversi titoli di viaggio possano essere scelti dall’utente senza pagarne i costi dell’inefficienza gestionale delle aziende.

AUMENTI ELABORATI DA LEGAMBIENTE