ROMA – Pensioni. Esodati, Poletti: la soluzione è la flessibilità. La introdurremo nella finanziaria di ottobre

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Benché, oramai, gli esodati balzino sempre meno spesso agli onori della cronaca, buona parte di essi ancora si trova nella difficile condizione determinata dalla riforma delle pensioni scritta dall’allora ministro Fornero ai tempi del governo Monti: si tratta di persone a cui sono state cambiate le regole dopo aver sottoscritto un accordo di fuoriuscita anticipata volontaria dalla propria azienda in cambio di un congruo indennizzo che potesse consentire loro di vivere, in maniera dignitosa, fino all’età della pensione; in pratica, se prima della riforma dovevano aspettare pochi anni prima di accedere al regime previdenziale, dopo la riforma gli anni sono esponenzialmente cresciuti (anche 6 o 7 in certi casi) a causa del brusco inasprimento dei requisiti, ma non l’indennizzo.

????????Queste persone, quindi – gran parte delle quali attendono ancora di essere “salvaguardate” (ovvero di andare in pensione con le vecchie regole) il cui numero non è ancora stato quantificato con precisione – rischiano di trovarsi per diversi anni senza reddito da lavoro o da pensione.

Ebbene, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervistato da Il Messaggero, ha giurato (ma non è stato il primo a farlo) che la questione sarà definitivamente risolta. Il titolare del Welfare ha spiegato che, a patto che si tenga in debito conto la pluralità di situazioni (ci sono esodati veri e propri, lavoratori anziani rimasti senza stipendio e via dicendo) si troverà un sistema per rendere l’accesso alle pensioni flessibile.

L’intervento sarà disposto nella prossima finanziaria, a ottobre e, se effettivamente andrà in porto, comporterà verosimilmente la possibilità di accedere all’assegno previdenziale prima del dovuto, a fronte di una penalizzazione sull’importo, o dopo, in cambio di un incentivo.

Fonte: CGIA