ROMA – Dl Competitività e caccia, Camera approva odg della Lega Nord: “Modificare legge 157/92”

0

E’ stato approvato stamattina alla Camera dei Deputati un ordine del giorno sulle armi e la caccia presentato da Stefano Borghesi della Lega Nord al Dl Competitività in discussione. “Partendo dal principio che la caccia non è solo una tradizione culturale da difendere, ma un valore indispensabile di una filiera economica che fa parte dell’identità storica del nostro popolo e che produce reddito per decine di migliaia di persone. E’ stato ancora una volta espresso a gran voce ieri in aula dall’On. Paolo Grimoldi nella sua dichiarazione di voto ed oggi ribadita con questo odg dall’On. Stefano Borghesi – dice il bresciano Marco Bassolini, responsabile nazionale della Caccia per il Carroccio – che la posizione della Lega Nord è pronta a valutare ed accettare le richieste fatte dalla CE per sanare l’infrazione 2014/2006, ma non ritiene accettabili compromessi al ribasso che risultano essere pretestuosi e non richiesti, né prescritti da nessuna normativa (Habitat ed Uccelli), ma semplicemente forzati di chi vuole mettere a rischio oltre che una passione come l’Ars Venandi, decine di migliaia di posti di lavoro.

L'azienda di armi in Valtrompia più famosa: la Beretta di Gardone
L’azienda di armi in Valtrompia più famosa: la Beretta di Gardone

E’ bene ricordare che ancora oggi molte di queste industrie che danno lavoro a migliaia di famiglie hanno sede produttiva in Valtrompia, terra di origine dell’On. Stefano Borghesi, in quello che viene definito il distretto delle fabbriche di armi, dove viene realizzato il 50% circa del fatturato di settore. Inoltre – continua Bassolini – se aggiungiamo l’indotto legato alla gastronomia, riconosciuta ormai come un’arte così come la pittura, la poesia e la musica offre con la selvaggina agli amatori della buona tavola una serie di delicate sensazioni gustatorie e olfattive, tanto da essere considerata fra i piatti più prelibati provenienti da ‘madre natura’, è facile trovare un altro aspetto economico di sicuro valore e da difendere per garantire il proseguo di molti locali e ristoranti sparsi sul territorio nazionale. Le pratiche venatorie legate alle usanze popolari sono l’espressione di un notevole impatto sociale, culturale ed economico e vanno salvaguardate per consentire alle generazioni che verranno di conoscere questi aspetti, evitando la dispersione di alcune tradizioni rurali nate con l’uomo e vissute da secoli in perfetta simbiosi.

Ritengo che quando una cultura popolare rispecchia la storia di una comunità di persone, abbiamo l’obbligo di accettarne l’esistenza e rispettare i modi di vivere; questo sarebbe l’atto più coerente che il mondo politico e l’opinione pubblica dovrebbero esercitare anche nei confronti della caccia. Detto tutto ciò – continua – vorremmo chiarire che abbiamo ritenuto coerente e moralmente inaccettabile votare il testo dell’articolo 16 del DL così come emendato al Senato in quanto risulta per l’ennesima volta essere remissivo e pieno di compromessi al ribasso su roccoli, commercio di selvaggina viva e morta e limitazione dei colpi nei caricatori che nessuno in Europa ci sta chiedendo e ha mai chiesto come invece qualcuno vuole fare credere da Roma. L’unica cosa che la CE aveva chiesto per sanare l’infrazione 2014/2006, ed era nello spirito del nostro emendamento, puntualmente bocciato in commissione sia alla Camera che al Senato, era in sostanza di emendare solo l’articolo 4 della legge n. 157 del 1992 introducendo un esplicito riferimento all’articolo 19-bis della stessa legge che recepisce l’art. 9 della direttiva. Prova accertabile di quanto affermiamo si può leggere nella relazione scritta del famoso incontro del 23 maggio del 2014 e chiamato ‘Pachetto'”.

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO ALLA CAMERA