ISEO – “Capolavori Ambasciatori”: la mostra da Bergamo ad Iseo

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Prosegue con successo a Iseo la mostra dedicata ai “Capolavori Ambasciatori” dell’Accademia Carrara di Bergamo in corso fino al 28 settembre presso l’Arsenale ad Iseo. Due grandi opere che anticipano la riapertura della prestigiosa Pinacoteca bergamasca prevista per marzo 2015. Un progetto importante che rinnova e consolida la collaborazione tra lo spazio iseano e la Carrara iniziato nella primavera del 2000 con la mostra “Paesaggisti del Settecento tra Lombardia e Veneto” curata da Giovanna Brambilla Ranise. Soggetto principe, anche questa volta, il paesaggio visto da due grandi interpreti del Diciannovesimo Secolo. Il primo è il “Paesaggio con quercia” attribuito ad  (1860-1870, olio su tela, 130×168 cm). Una tela importante che aiuta a riflettere sulla storia dell’arte, su quel fondamentale secolo, che apre alla contemporaneità. Protagonista dell’opera è una grande quercia che si dilata, maestosa e solenne, nello spazio del quadro, creando una quinta monumentale al di là della quale il paesaggio, immerso nella luce, si allontana all’orizzonte dando l’impressione di estendersi all’infinito. “L’insieme evoca complessi stati d’animo, ma soprattutto una profonda malinconia e un altrettanto profondo senso di solitudine e d’isolamento; quella che Fontanesi rappresenta è una natura studiata sul vero in tutti i suoi aspetti ma filtrata attraverso la sensibilità dell’artista che opera una trasfigurazione lirica del paesaggio” – spiega Anita Zetti dell’Associazione Guide Giacomo Carrara.
Il secondo è un paesaggio montano del bergamasco Andrea Marenzi (Le cascate del Serio), non datato ma collocabile nella seconda metà del Diciannovesimo secolo. Opera eseguita nella maturità in cui l’artista dichiara la sua piena adesione agli ideali del romanticismo senza però dimenticare la lezione del Ronzoni.ANTONIO-FONTANESI-La-Quercia-olio-su-tela-cm-130x168

“In questa volontà di mostrare i paesaggi della propria terra, emerge la riscoperta dei luoghi, che avviene nel Diciannovesimo secolo, la riscoperta di un’identità, che i monti, i ruscelli, la vegetazione, le case, ci confermano” – spiega Corradini, direttore artistico della Fondazione: “in questi paesaggi tuttavia si intravede anche come, di lì a poco, con la nascita del turismo tardo ottocentesco, questi luoghi saranno meta per il riposo della mente, affaticata in una città che veniva mutando volto e misure”.
L’evento “Capolavori Ambasciatori” si inserisce in un progetto di più ampio respiro che coinvolge sei musei del territorio bresciano e bergamasco (Museo Arte Tempo di Clusone, Fondazione l’Arsenale di Iseo, Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere, Museo Lechi di Montichiari, Museo Civico d’Arte del Territorio Gianni Bellini di Sarnico, Museo Civico Ernesto e Teresa Della Torre di Treviglio).
La mostra “Capolavori Ambasciatori” è a cura di Giovanni Valagussa Conservatore Pinacoteca Carrara, da un’idea di Gigi Barcella.