ROMA – Caccia, nuovi emendamenti al Dl 91. Bassolini (Ln): “Sel e M5s vogliono cancellare tradizione”

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Stamattina nella commissione alla Camera dei Deputati saranno esaminati altri emendamenti al Dl 91 sulla caccia. “Come Lega Nord, con l’emendamento 16.4 a firma degli onorevoli Grimoldi, Borghesi, Allasia, Caon – commenta il bresciano Marco Bassolini, responsabile nazionale per la caccia del Carroccio – chiediamo in forma molto chiara e semplice che legittimamente l’articolo 16 del Dl 91 venga riscritto pari pari all’articolo 20 della legge europea 2013 già approvato l’11 giugno a larga maggioranza alla Camera dagli stessi onorevoli che oggi si trovano a rivalutare lo stesso testo. Siamo convinti più che mai che un eventuale ripensamento che possa smentire il voto dell’11 giugno da parte della maggioranza di governo sarebbe un grosso errore e di fatto, oltre a condannare e cancellare una secolare tradizione rurale e venatoria, scriverebbe la parola fine alla cattura degli uccelli a fini di richiamo con i roccoli.

Caccia derogaConfidando nella logica di buonsenso, è chiaro che se invece l’input del governo sarà quello di ratificare il testo del Dl 91 licenziato al Senato togliendo di fatto il potere alle regioni sulla gestione dei richiami vivi di cattura, vietare l’utilizzo delle reti e quindi cancellare la secolare tradizione dei roccoli, prescrivere che le regole dettagliate siano scritte e disciplinate previo parere tecnico di ISPRA, aumentando di fatto il potere discrezionale all’ente che a nostro parere continua ad essere ormai da anni ostile nei confronti del mondo venatorio, vincolare la deroga istituzionale sulla gestione delle cattura ad un DPCM emanato esclusivamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri e infine rendere obbligatorio il censimento con annessa banca dati per la totale gestione numerica dei richiami vivi in possesso dei cacciatori, è chiaro che noi non potremo e non saremo complici del folle progetto, ma cercheremo in tutti i modi di contrastarlo.

Considerato che per sanare l’infrazione comunitaria 2014/2006 è stato chiesto al Governo Italiano semplicemente di correggere l’art. 4 della l. n. 157/92 (cattura temporanea e inanellamento) inserendo il riferimento ai dettami della direttiva comunitaria contenuti nell’art. 19 bis – continua Bassolini – è inspiegabile se non pretestuoso che si voglia segnare la fine dei secolari roccoli e impianti di cattura oltre che modificare l’art. 13 riducendo di fatto il numero dei colpi nei caricatori ed infine modificare l’art. 21 proibendo il commercio di uccelli selvatici provenienti da qualsiasi Paese estero anche se abbattuti legittimamente, tutto questo semplicemente perché nessuna sentenza, Commissione europea o direttiva lo stiano chiedendo allo Stato italiano.

Come Lega Nord ricordiamo inoltre che voler segnare un percorso che porterà alla fine di una tradizione secolare come la caccia, creerà sicuramente preoccupazione e incertezza a decine di migliaia di lavoratori che ancora oggi in Italia lavorano nella filiera collegata al settore delle armi e dell’attività venatoria e che produce un fatturato di circa 9 miliardi di euro (0,5 % del Pil). Inutile far notare come i due emendamenti presentati da Sel e M5S (16.01 e 16.6) siano emendamenti pretestuosamente ed ideologicamente anticaccia che nulla hanno a che vedere con il principio doveroso di sanare l’infrazione 2014/2006. Viene infatti addirittura proposta la cancellazione della cattura, allevamento e utilizzo dei richiami vivi senza che nessuna procedura d’infrazione, legge o sentenza nei diversi ambiti giuridici e legislativi ponga l’accento sulla questione. Anzi, questo emendamento va contro i principi della direttiva uccelli 147/2009. Tutto ciò dimostrato dal fatto – conclude il leghista – che tali pratiche avvengono regolarmente in parecchi altri paesi della comunità europea senza che per questo siano mai stati passibili di infrazione”.