Stati Uniti, il dominio di Djokovic, Nadal e Federer è in pericolo?

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Siamo alle porte dei due tornei americani, a Toronto e Cincinnati, che come al solito vengono disputati in successione. Lo scorso anno abbiamo visto trionfare in entrambi (non a Toronto, ma a Montreal, che si alternano di anno in anno nel circuito) un Nadal in versione super. Quest’anno non potrà difendere i titoli, a causa di un misterioso infortunio al polso destro, rimediato in allenamento. L’ennesimo inaspettato stop per il campione spagnolo rischia di fargli saltare anche l’ultimo major della stagione. (US Open, anche qui detentore del titolo).

04wim1Se la ridono però i suoi avversari, che dovranno temere un avversario di meno per conquistare la vittoria: Djokovic, fresco vincitore di Wimbledon, Federer e Murray, parso in ripresa. A questi però bisogna aggiungere i due tennisti che più sono cresciuti nell’ultimo anno e che a mio avviso vedremo presto lottare per le prime posizioni del ranking: Raonic e Dimitrov, semifinalisti a Wimbledon. Proprio questi due, insieme allo scoppiettante Nishikori (ricordiamo la sfortunata finale a Madrid di quest’anno, dove, prima di ritirasi per infortunio, stava dominando Nadal), fanno pensare che il conclamato ricambio generazionale non tardi ad arrivare. Certo è, che i fab four, negli ultimi match disputati, hanno dovuto faticare più del solito per battere i giovani tennisti emergenti, segno questo che forse le distanze sono diminuite. Infatti, Raonic sembra aver sistemato alcune aspetti tecnici del suo gioco, grazie all’esperienza di Ljubicic, mentre Dimitrov ha dimostrato una maggiore solidità, specialmente dal punto di vista mentale, dato che il suo talento è sempre stato fuori discussione.

roger-federer-rafael-nadal-australian-open_1eu7s1fhywp9r11jm2x1444l6lSu questa scia, dopo i due tornei americani, si potrebbero vedere novità nella classifica, che andrebbero a scombinare una lista di giocatori che orami da anni ospita le prime sei, sette posizioni. Gli anni passano per tutti, soprattutto per chi basa il proprio gioco sulla forza e resistenza fisica. Non troppo tempo fa Nadal aveva dichiarato: “Non tutti siamo fortunati come Federer”, riferendosi alla longevità sportiva, unita alla freschezza fisica del campione svizzero, chiedendo nel contempo meno campi in cemento. Ciò detto, i migliori tempi sono passati per Roger, anche se può continuare a contare su un talento cristallino e naturale che altri non possiedono, mentre le continue pause di Nadal, forse, sono dovute al costante sforzo fisico, quasi sovrumano, che il maiorchino sopporta da anni, circostanza da non sottovalutare per il buon proseguimento della sua carriera.

Aspettando i due Master 1000 americani, gli appassionati di tennis si dividono in due: chi spera di vedere sbocciare i nuovi talenti e chi invece spera di continuare a festeggiare i trionfi degli attuali ed affermati campioni.