MILANO – Riforma Camere Commercio, tavolo al Pirellone. Parolini: “Nostra proposta a settembre”

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“Questa prima riunione vuole essere già operativa per arrivare entro la prima metà di settembre a presentare al Governo una proposta organica e puntuale di riforma del sistema delle Camere di Commercio, che possa essere consuntiva della situazione della più importante regione italiana”. Così ha detto l’assessore regionale lombardo al Commercio, Turismo e Terziario Mauro Parolini, aprendo la seduta di insediamento del Tavolo lombardo sulla riforma del Sistema camerale, voluto dal presidente della Regione Roberto Maroni.

Camera di Commercio di Brescia
Camera di Commercio di Brescia

Al tavolo, coordinato dall’assessore, erano presenti i colleghi alle Attività produttive Mario Melazzini, all’Agricoltura Gianni Fava e all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea, i rappresentanti dell’ufficio di presidenza della IV Commissione Consiliare regionale con il consigliere Carlo Malvezzi, i presidenti regionali della associazioni di categoria del Patto per lo Sviluppo rappresentate nel sistema camerale e i vertici regionali di UnionCamere e i presidenti di alcuni delle Camere lombarde. Il tavolo ha l’obiettivo di aprire un confronto con le realtà economiche e camerali regionali per rispondere alle critiche e alle perplessità sollevate da parte dei rappresentanti del mondo economico nei confronti del disegno di legge delega, approvato lo scorso 10 luglio, che prevede l’abolizione del contributo delle imprese nei confronti delle Camere di Commercio.

“Un decreto – ha rimarcato Parolini – che, anche se ammorbidito dall’emendamento approvato, nei giorni scorsi, dalla Commissione Affari costituzionali della Camera per il quale la riduzione non sarà più del 50% subito, ma del 35% per l’anno prossimo, del 40% nel 2016 e del 50% nel 2017, incide pesantemente sul Sistema camerale. Mi preme sottolineare – ha aggiunto l’assessore al Commercio – che non si tratta di salvare lo ‘status quo’, perché, sono d’accordo, molto può essere cambiato e migliorato, ma occorre riflettere e fare una netta distinzione tra ciò che non funziona e va eliminato e ciò che funziona e va mantenuto. Il nostro Paese – ha aggiunto – è composto da diversità, talvolta negative, più spesso virtuose, con caratteristiche quindi diverse da una regione all’altra.

Questo impone la necessità di dare alle Regioni un ruolo importante nell’attività di riorganizzazione, oltre al fatto che va valutata la riduzione del numero delle Camere di Commercio, non su base regionale, ma facendo riferimento a parametri, numerici e territoriali, che impediscano che le Camere di commercio vengano sradicate dal loro ruolo e dal loro territorio. Il sistema Camerale – prosegue – è attore privilegiato nel rapporto con le imprese e fra le imprese. Un ruolo che è stato ratificato anche dal punto di vista programmatico attraverso la partecipazione del sistema camerale agli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo e in tutte le sedi di confronto regionale, anche attraverso l’Accordo di Programma per la Competitività che, solo a titolo di esempio, nel solo 2014, mette a disposizione del sistema economico lombardo circa 70 milioni di euro”.