GARDA – Comunità del Garda chiede a Renzi un intervento urgente sul depuratore

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Da molto tempo si parla della necessità di realizzare un sistema di depurazione per il basso Garda. Il vecchio collettore soffre degli acciacchi del tempo ed è ormai incapace di gestire le necessità derivanti da una popolazione ed un turismo in continua crescita.

depuGli importi e gli studi ci sono già: occorre un investimento superiore ai 200 milioni di euro. Anche il luogo in cui dovrebbe sorgere è noto: si tratta di Visano, dove è possibile ripristinare il depuratore esistente fino a raggiungere la potenzialità di 225 mila abitanti equivalenti per poter trattare la portata di pioggia massima di circa 2.500 l/sec., con scarico terminale nel fiume Chiese.

L’opera comprende la realizzazione di 3 lotti funzionali, di circa 80 km di nuovi collettori da Gargnano a Visano e l’installazione di 39 nuovi sollevamenti. Ciò consentirà la dismissione di tutte le canalizzazioni sublacuali che attualmente trasportano le acque nere sulla sponda veneta del lago per il successivo trattamento di depurazione a Peschiera.

Ciò che occorre ora è tradurre in azioni concrete la necessità condivisa di ricercare e reperire i soldi necessari alla realizzazione di un progetto che garantirebbe un miglior trattamento depurativo e la tutela della qualità delle acque del bacino.

Dalla Comunità del Garda, per il tramite del suo Presidente Giorgio Passionelli, arriva forte il segnale di preoccupazione e di urgenza rispetto a questo importante tema, forse il più importante, dacché da esso dipende anche il futuro di una grande economia.

Con l’obiettivo preciso di ottenere l’urgente attenzione del Governo sulla questione, ho scritto – riferisce il Presidente Passionelli al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi.

Ecco alcuni stralci della comunicazione, in cui si legge:

Illustre Presidente, desidero sottoporre alla Sua attenzione un problema vitale e di estremo interesse non solo nazionale ma anche europeo, la cui soluzione è urgente e indifferibile. Mi riferisco alle acque del lago di Garda (370 Kmq di superficie, circa 50 Km cubi di volume) che rappresentano il 40% della risorsa idrica potabile disponibile della Nazione”. [….]

L’acqua del Garda, proprio per la sua qualità e quantità, assume una rilevanza strategica di importanza nazionale ed europea. Ormai però i segnali di vecchiaia del sistema di tutela ecologica e soprattutto la condotta sublacuale, sono già fortemente percepibili e si rivela urgente un intervento che elimini il rischio, gravissimo, di non tenuta della stessa condotta. Non oso pensare cosa accadrebbe all’ecosistema gardesano e alla sua economia, nonché all’immagine dell’intero paese nel mondo, se la condotta sublacuale principale, che giornalmente trasporta i reflui lombardi nel depuratore di Peschiera, avesse problemi e versasse nel lago i liquami, rompendosi in qualche punto particolarmente delicato e pericoloso. Si tratterebbe di una catastrofe, tenuto anche conto del lentissimo ricambio (circa 26 anni) delle acque del lago. [….]

Ritengo che l’importanza della risorsa idrica gardesana, dal punto di vista ambientale, economico e turistico, nonché come riserva potabile, giustifichi e legittimi la priorità di questo intervento. [….]

Si rivela necessaria la realizzazione di un nuovo depuratore in area lombarda, il potenziamento di quello tuttora funzionante di Peschiera, la costruzione di un nuovo e più moderno sistema di collettazione e, soprattutto, la dismissione delle condotte sublacuali. Al riguardo esistono dettagliati progetti predisposti da Garda Uno Spa e AGS (Azienda Gardesana Servizi) che stimano in circa 220 milioni di Euro l’impegno economico necessario, da ammortizzare in 6 anni”.

E infine: “… chiedo un intervento urgente del Governo, nei modi e nelle forme ritenute più congrue e opportune, come, ad esempio, il ricorso ai fondi CIPE o ad una legge speciale per il Garda”.

Dal canto nostro, non resta che fare gli auguri di buon cammino verso l’auspicato traguardo.