ROMA – Obbligo di Pos, M5S: “Costa troppo. Favorire e-commerce e pagamenti online”

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“Il Pos obbligatorio costa troppo, deve essere gratuito”. Con queste parole il deputato Dino Alberti riassume l’iniziativa parlamentare del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati. “Lo abbiamo chiesto chiaramente lo scorso giugno con una nostra risoluzione in
commissione Finanze e attività produttive”. Secondo Confcommercio la nuova misura penalizza soprattutto le piccole imprese. Ad
esempio, un’impresa che fattura 150 mila euro pagherebbe circa 1.920 euro all’anno.

PosAnche il tavolo tecnico convocato dal ministero dello Sviluppo economico conferma: i costi fissi, riportati da Il Sole 24 ore arrivano a pesare fino a 180 euro senza contare i costi varibili del 3% sulle commissioni, più circa 50 centesimi ogni transazione: una “stangata” per piccole imprese e professionisti. La proposta del Movimento Cinque Stelle, enunciata dal deputato Dino Alberti, è questa.

Prevedere che i costi collegati al Pos siano totalmente a carico delle banche; escludere dall’obbligo tutte le nuove imprese per almeno due anni; prorogare il termine dell’obbligatorietà del Pos di un anno, nella speranza che in questo periodo il Parlamento partorisca un’alternativa seria per la “tracciabilità dei pagamenti” o che il Governo riveda completamente la disciplina soprattutto per i piccoli commercianti, le partite Iva e i piccoli professionisti.

Al tempo stesso favorire l’e-commerce e i pagamenti online, determinando in modo trasparente le commissioni legate all’utilizzo delle carte di credito. “Ora attendiamo solo che il Pd decida di discutere con noi questo tema – continua Alberti.- Per ora, purtroppo, non è stato fatto nulla. Non ci resta che constatare ancora una volta, quanto questo Governo sia sempre più distante dalla realtà. Non si accorge di ciò che succede fuori dal palazzo e non sa accogliere nemmeno le semplici proposte dei cittadini, quelle che danno un supporto concreto dell’economia reale.