NEWGEN VOICE – Crisi? C’è chi non paga, però va in vacanza

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Il sole tarda a sorgere su questa estate 2014 e forse – dico forse – sono riuscita a coglierne la ragione.

Benché per 11 mesi gli italiani non abbiano fatto altro che logorarsi (e logorarci) il fegato a furia di lamentarsi dell’Imu, della Tasi, del mutuo e a furia di narrare come sia difficile arrivare a fine mese senza avere il conto in rosso, magicamente con l’approssimarsi di quella che dovrebbe essere la bella stagione, gli abitanti della Terra dei cachi sono riusciti a risollevare temporaneamente la propria situazione finanziaria e a prenotare le ferie. Perché gli italiani in vacanza ci devono andare. Ad ogni costo!

Dico “ad ogni costo” perché, pur di concedersi una pausa, i più sono disposti a tollerare di posticipare il saldo di debiti o, addirittura, sono pronti a chiedere un prestito che consenta loro di rateizzare il pagamento del fuoriporta.

A farmi venire l’orticaria è una precisa e ben determinata categoria di persone: quella che con la scusa della crisi non paga. Non paga rate, bollette, piccoli finanziamenti, prestiti. Non paga, ma poi va in vacanza. Manco l’avesse prescritto il medico. Manco fossero costoro, a dover prendere familiarità con la pomata per la dermatite, per alleviare il prurito!

Non voglio annoiarvi proponendovi una lista di casistiche che già conoscete; ma il “ti pagherò quando sarà nelle mie possibilità” è ahimè una frase che in molti abbiamo sentito dire e che ha costretto artigiani e piccoli imprenditori a chiudere baracca.

La catena alimentare si blocca, l’economia si stagna… ed io non sono certo la persona più adatta per proporvi nel dettaglio un’analisi seria e critica in merito. Quel che sto per rivelarvi è, come forse avrete intuito, la parola magica che rimette in circolo l’economia, portando “i debitori” ad abbandonare il ri-“stagno” economico per tuffarsi e sguazzare in acque limpide e chiare: la parola “ferie”.

Cosa c’entra tutto ciò con la situazione meteorologica di questa “estate” 2014?  E’ presto detto.

Supponiamo che Tizio, elettricista con esperienza decennale, sia in attesa di riscuotere 600 euro da Caio e 250 da Sempronio. Fingiamo che sia passato parecchio tempo e immaginiamo che a nulla siano serviti i numerosi solleciti. Continuiamo, sempre per congettura, a fantasticare, e ipotizziamo che domenica pomeriggio, dopo pranzo, Tizio si sia connesso alla propria pagina Facebook e abbia visto, sfogliando la homepage, che Caio è alle Cinque Terre mentre Sempronio si è concesso un week end a Rimini.

La prima cosa che Tizio augura a Caio e Sempronio è la pioggia.

Poi, certo, ad essa fanno seguito le conchiglie sotto i piedi, le meduse ed i batteri in acqua. Ma la prima maledizione che viene scagliata è quasi sempre la pioggia. Un bel temporale che costringa il bagnino a issare sul pennone dello stabilimento balneare la bandiera rossa.

Si pensi al fatto che Brescia, nel 2014, ha collezionato il record per la caduta dei fulmini: ne sono caduti già 160, dall’inizio dell’anno. Un caso?

Torniamo per un secondo ai batteri sopracitati. Le acque del Benàco hanno causato, negli ultimi giorni, moltissimi casi di “Dermatite del bagnante”. Un’altra coincidenza? Persino i cigni, da sempre celebrati per eleganza, armonia ed accortezza, sono scesi a patti con le lumachine di lago e con “i creditori” per produrre parassiti e rovinare il finesettimana ai bagnanti.

Morale della favola? Non voglio fare la morale a nessuno, non voglio vestire i panni della zia e dirvi “Saldate i debiti prima di concedervi una gita, un weekend alla spa o un nuovo smartphone”. Sono qui per darvi un consiglio: se dovete dei soldi a qualcuno e decidete di strafottervene andando al mare, abbiate la decenza di non postare le foto sui social network.