MILANO – Certificati bianchi energia, il valore della tariffa

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L’Autorità ha reso noti i valori del contributo tariffario definitivo per l’anno d’obbligo 2013 e del contributo tariffario preventivo per l’anno d’obbligo 2014.

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Con la determina DMEG/Efr/9/2014, l’Autorità ha, infatti, stabilito che:

• il contributo tariffario definitivo in materia di titoli di efficienza energetica per l’anno d’obbligo 2013 è pari a 110,27 €/TEE;

• il contributo tariffario preventivo in materia di titoli di efficienza energetica per l’anno d’obbligo 2014 è pari a 110,39 €/TEE.

I distributori obbligati ricevono un rimborso forfettario per il raggiungimento degli obiettivi assegnati; questo rimborso, detto “contributo tariffario”, viene pagato dalla Cassa Conguaglio grazie a prelievi compiuti sulle tariffe di energia elettrica (componente UC7) e di gas naturale (componenti RE e RET).

Con la Delibera n. 13/2014/R/efr, il regolatore ha cambiato i criteri con cui deve essere individuato il contributo riconosciuto ai soggetti obbligati a parziale copertura dei costi sostenuti per la realizzazione di interventi di efficienza energetica o per l’acquisto dei Certificati Bianchi.

I certificati bianchi sono cumulabili con gli incentivi riconosciuti a livello regionale, locale e comunitario per interventi di efficientamento energetico. Non sono al contrario cumulabili né con le detrazioni fiscali per progetti presentati successivamente al 3 gennaio 2013 né con l’ecobonus.

Con la delibera di cui sopra, l’Autorità ha pure disposto che, per ogni anno d’obbligo sarà definito un contributo tariffario preventivo e un contributo tariffario definitivo.

Il valore del contributo preventivo è calcolato dall’Autorità all’inizio di ciascun anno d’obbligo e non viene riconosciuto ai distributori, ma costituisce un segnale di riferimento ai mercati.

Il valore del contributo definitivo viene calcolato dall’Autorità alla fine di ciascun anno d’obbligo ed è quello che verrà effettivamente corrisposto ai soggetti obbligati.

Tale contributo è appositamente definito in modo tale che se i prezzi di mercato si rivelassero più alti del contributo preventivo, parte dei maggiori costi rimarrebbe in capo ai distributori obbligati che, pertanto, verrebbero indotti a contenere il più possibile eventuali aumenti dei prezzi di mercato. Specularmente, se i prezzi di mercato si rivelassero inferiori rispetto al contributo preventivo, solo parte dei minori costi di acquisto dei titoli verrebbe riconosciuta ai distributori.