LUMEZZANE – Maugeri, l’azienda “congela” i tagli di stipendio e nuovi contratti

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Aggiornamento 28-7 ore 17 Dopo l’incontro di stamattina a Roma per il tavolo nazionale tra i sindacati e la fondazione Maugeri sulla vertenza che prevede dall’1 ottobre la decurtazione degli stipendi e la disdetta del contratto nazionale di sanità pubblica a favore di quella privata, i vertici dell’azienda hanno emesso una nota. “In riferimento alle iniziative comunicate nei giorni scorsi dai vertici dell’IRCCS Fondazione Maugeri, tra queste anche l’applicazione del Contratto di lavoro sanità privata ai lavoratori dell’Azienda – si legge – la Direzione ribadisce che gli interventi, sia quelli volti alla riduzione del costo del lavoro sia altre iniziative, hanno lo scopo di riequilibrare il conto economico 2014 dell’Ente e rendere sostenibile il futuro di Fondazione. Ciò premesso, e confermando la natura del problema, siamo disponibili a sospendere tali provvedimenti nell’ottica di avviare un costruttivo tavolo di confronto, già dalla prima settimana di settembre, che consenta di raggiungere l’obiettivo di riduzione dei costi prefissato e di mantenere gli abituali standard di assistenza”.

Banchetto per la raccolta delle firme
Banchetto per la raccolta delle firme

(25-7 ore 10) Sarà lunedì 28 luglio a Roma il confronto per il tavolo nazionale tra i sindacati dei lavoratori e la proprietà sul caso della Fondazione Maugeri. Dall’1 ottobre i 3.500 dipendenti delle ventuno sedi nazionali (232 a Lumezzane) si vedranno disdetto il contratto di sanità pubblica a favore di quello privato e la riduzione dello stipendio. In Valgobbia, dopo l’assemblea della scorsa settimana che ha portato a un documento per annunciare lo stato di agitazione, ieri mattina i sindacati hanno inaugurato una raccolta firme aperta dai medici per opporsi al provvedimento. Nei giorni scorsi, invece, Cgil, Cisl e Uil erano stati sentiti in commissione Sanità in Regione Lombardia per sollevare il caso, mentre l’azienda si era presentata 24 ore dopo. L’obiettivo è annullare la data dell’1 ottobre e trovare una soluzione alla crisi, prima di tutto finanziaria, attraverso un piano industriale che i sindacati chiedono. Una situazione che rischia di lasciare ripercussioni sui lavoratori in caso di riduzione di stipendio. La Maugeri, comunque, ha annunciato che non ci saranno licenziamenti.

NOTA MAUGERI: “SCELTA DOLOROSA, MA NECESSARIA”

(19-7 ore 8,30) Assemblea dei 250 dipendenti della fondazione Maugeri di Lumezzane ieri nella sede del Villaggio Gnutti per protestare contro la decisione dell’azienda di disdettare, a partire dal prossimo 1 ottobre, il contratto di sanità pubblica per quello privato e la riduzione dello stipendio. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Usb.

All’assemblea è intervenuto, tra gli altri, il sindaco di Lumezzane Matteo Zani che martedì 22 luglio dovrebbe partecipare a un incontro convocato con le sigle sindacali alla commissione III Sanità della Regione Lombardia. Tra i dipendenti l’opinione comune è che il problema economico dei bilanci in perdita registrati dalla fondazione Maugeri sia dovuto allo scandalo giudiziario di corruzione e associazione a delinquere che ha coinvolto gli ex vertici e la Regione Lombardia.

Assemblea Maugeri
L’assemblea dei lavoratori a Lumezzane

“Contestiamo la scelta presa dalla Fondazione senza un confronto con i sindacati dei lavoratori – dice Franco Berardi, segretario della Fp Cisl di Brescia – e con i nuovi contratti si profila la riduzione degli stipendi. Chiediamo un tavolo nazionale per parlare della vicenda”. Della stessa posizione è Stefano Ronchi di Fp Cgil che dice “basta al sacrificio sulla pelle dei cittadini e lavoratori visto che tra il 2012 e il 2013 c’è già stata una riduzione del costo del personale per 5 milioni di euro: i dipendenti hanno già dato”.

Passando dal contratto di sanità pubblica a quello privato si profila, secondo i sindacati, una riduzione dello stipendio dal 15 al 30%, circa 200 euro al mese per ogni medico e operatore sanitario”. Le misure da mettere in campo per i prossimi giorni e approvate ieri dall’assemblea saranno un volantinaggio tra i degenti della struttura sanitaria e la richiesta di un tavolo nazionale. L’estrema soluzione sarà lo sciopero. La clinica Maugeri di Lumezzane è un centro di eccellenza nel campo della riabilitazione e i 250 lavoratori del settore sono preoccupati della situazione e del loro posto di lavoro.