GARDONE – “Dove si incrociano le orme” in scena a Santa Maria degli Angeli

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Con l’interessamento dell’amministrazione comunale di Gardone Valtrompia, il Centro Diurno e Residenziale di Rovedolo ripropone, nella cornice del chiostro del Complesso conventuale di Santa Maria degli Angeli (in caso di maltempo al Cinema Teatro Parrocchiale di Inzino in via Volta, ingresso gratuito) per giovedì 24 luglio alle ore 21,30 lo spettacolo “Dove si incrociano le orme”.

GardoneRealtà espressiva e riabilitativa ormai consolidata del Centro Diurno e Residenziale di Rovedolo facente capo all’Unità Operativa di Psichiatria n° 20 di Gardone del Dipartimento di Salute Mentale degli Spedali Civili di Brescia, il laboratorio di teatro riesce a coinvolgere da anni una decina di pazienti che, accompagnati dai consulenti, dall’associazione “Treatro Terre di confine” e dagli operatori del servizio, intraprendono un percorso per stimolare le capacità espressive attraverso diverse tecniche teatrali che facilitano l’incremento della consapevolezza di sé (corpo nello spazio, individualità nel gruppo) e l’aumento dell’autostima grazie alla valorizzazione delle individualità di ogni partecipante.

Lo spettacolo messo in scena, al termine del percorso laboratoriale, consente di lavorare anche sulla coesione del gruppo e sulla condivisione con l’esterno di parte della propria realità emozionale. Anche quest’anno l’esperienza di laboratorio ha chiuso il suo ciclo il 18 giugno scorso al teatro San Faustino di Sarezzo con la messa in scena di “Dove di incrociano le orme”. Lo spettacolo è l’esito di un percorso teatrale sulle tracce di Alice che ha condotto i partecipanti in un paese che, purtroppo, non sempre si rivela “delle meraviglie”.

Punto di partenza del lavoro, le suggestive parole di Carrol: “Subito zittiscono, la storia comincia: /lasciano volare la pazza fantasia / le bimbe che sognano terre mai viste / e animali straordinari, nati per magia / coi quali conversare amichevolmente, / e son convinte che questa realtà sia”. La fantasia del padre di Alice insegue il coniglio bianco, la fantasia di tutti si è concretizzata in uno spazio finto, di plastica, dove erba, fiori, abiti di cellofan e oggetti vivono la loro seconda funzione: la realtà immaginata. Si sogna e si continua a sognare sia nel mondo reale che in quello irreale. Tuttavia, afferma uno dei corsisti, “la realtà è che per raggiungere e vivere un sogno si deve coltivare l’esperienza e muoversi in modo equilibrato e con serenità ma sicuramente decisi”.

“Spesso in questo spazio ‘dove si incrociano le orme’, abbiamo incontrato il bianconiglio, che diceva continuamente ‘è tardi è tardi… devi muoverti’. Ed allora ci si è spostati dal pensiero all’azione, muoversi con frenesia, tensione, rabbia, intrappolati in un guscio. Poi il bianconiglio non ha più parlato. Che ‘è troppo tardi’ ha smesso di dirlo, il paese delle meraviglie si culla, si crogiola nel gioco degli indovinelli, delle lingue inventate, dei nonsense proposti e sviluppati con gli allegri amici, magari mentre sorseggiano il tè sotto lo sguardo vigile ed attento di chi, a rotazione, si assume il ruolo di un Cappellaio Matto”.