BRESCIA – Brebemi apre il 23 luglio, Legambiente: “Nuova fase di cemento”. Bettoni a Rtl 102.5: “Imprese qui investono”

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Aggiornamento 22-7 ore 14,30 2.400 milioni da recuperare. Sono questi – secondo Legambiente Lombardia che ha tenuto una conferenza stampa sul tema – i costi dell’infrastruttura in project financing per la BreBeMi che dopodomani, mercoledì 23 luglio, aprirà al traffico “quasi” tutto il collegamento direttissimo Milano-Brescia. Il “quasi” – dicono – va premesso, perché in realtà mancano ancora dei pezzi dell’opera, e in particolare il dettaglio di come il traffico di Brebemi entrerà a Milano, considerato che i cantieri dello svincolo della Cassanese, necessario ad evitare l’ingolfamento nell’attraversamento di Segrate, sono fermi da anni. Ma questa è solo una delle mancanze progettuali dell’opera direttissima di collegamento autostradale tra Milano e Brescia. Un superlativo, quello della “direttissima”, che andrebbe almeno ridimensionato, visto che il collegamento dal centro di Milano a quello di Brescia si riduce solo di un paio di chilometri rispetto alla tradizionale A4. Condizioni che, di certo, non facilitano l’impresa di recuperare i costi attraverso i salati pedaggi autostradali applicati all’infrastruttura, più del doppio di quelli della A4, a fronte di vantaggi davvero modesti per gli utenti.

BreBemi Chiari topCome ha spiegato il professore Renato Pugno, esperto di ingegneria finanziaria delle grandi infrastrutture – si legge nella nota di Legambiente – intervenuto stamani a Bergamo alla conferenza stampa organizzata dall’associazione, “non c’è problema, perché nel project financing i rischi sono a carico del pubblico, già tirato abbondantemente per la giacca da Brebemi per ottenere esenzioni fiscali e finanziamenti a fondo perduto non preventivati nel piano finanziario dell’opera. Un project financing degno di questo nome è possibile solo su un progetto che abbia già affrontato tutte le valutazioni economiche e in cui le condizioni per la partecipazione dei capitali privati si fissano all’inizio, e una volta per tutte – rileva Pugno – diversamente i tempi si dilatano, i costi aumentano, le condizioni diventano proibitive per il privato e si entra in un’alea di arbitrio, con richieste di interventi pubblici indebiti perché non preventivati al momento dell’attribuzione per gara”. E’ la fotografia di Brebemi secondo Legambiente, i cui primi progetti risalgono agli anni ’90, i costi sono triplicati, e ben 800 milioni sono il maggior costo legato a inflazione e tassi di interesse.

FRANCESCO BETTONI PARLA DI BREBEMI A RTL 102.5

Il project financing della Brebemi è stato premiato a Londra, peccato però che nessuna banca inglese abbia messo un euro per finanziarla – osserva Dario Balotta, responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia.- Non un euro chiesto allo Stato, secondo le dichiarazioni di Lupi e Maroni, salvo che poco prima di aprire si è preso atto del fallimento della sostenibilità del progetto ed è arrivata sul tavolo del Cipe una richiesta di quasi 500 milioni di defiscalizzazione, un contributo a fondo perduto di 80 milioni e il prolungamento della concessione a 30 anni, da 20 che erano. Mentre le aziende negli anni passati cascavano come birilli perché prive di credito, le grandi banche destinavano il credito per le grandi opere autostradali del nord Italia”. In effetti, anche per la chiusura dei rubinetti del credito bancario, molte aziende della fascia interessata dalla nuova autostrada hanno dovuto chiudere battenti. La Brebemi servirà un’area che ha subito una pesante deindustralizzazione, e la domanda di traffico sarà prevalentemente pendolare: in queste condizioni i pedaggi vanno fuori mercato, e Brebemi è stretta in una morsa, se tiene alte le tariffe riduce il traffico, se le abbassa riduce i ricavi. In ogni caso la sostenibilità finanziaria non viene raggiunta.

Alla conferenza stampa è intervenuto anche Alberto Brivio, presidente provinciale di Coldiretti Bergamo, riportando le perdite di superfici agricole subite dalle aziende della Bassa, anche per effetto dell’infelice affiancamento di BreBeMI e Tav che ha generato centinaia di ettari di “tare”, terre agricole divenute improduttive perché inaccessibili, racchiuse tra le due barriere infrastrutturali, con totale incertezza per quanto riguarda gli indennizzi dovuti agli agricoltori danneggiati. “Con l’inaugurazione di Brebemi non si conclude un cantiere, ma comincia una nuova fase del processo di cementificazione della pianura padana, per effetto degli appetiti immobiliari generati dall’opera: occorre che associazioni ambientaliste e agricoltori vigilino fortemente su un processo di urbanizzazione della campagna lombarda, specie ora che il venir meno delle Province rischia di lasciare ancora più sguarnito il sistema dei controlli” ha concluso Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia.

(21-7 ore 11) L’autostrada A35 direttissima BreBeMi da Brescia a Milano attraverso Bergamo sarà aperta ufficialmente al pubblico mercoledì 23 luglio alle ore 11 a Fara Olivana con Sola dove si trova il centro di manutenzione e controllo della struttura. Al taglio del nastro sono attesi anche il premier Matteo Renzi, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi e quello all’Agricoltura Maurizio Martina. “Sette milioni di ore in meno all’anno perse in coda” è lo slogan manifesto per annunciare la nuova opera che sarà aperta al pubblico da martedì. La nuova autostrada si propone di ridurre il percorso di 40 km (dagli attuali 100 tra Brescia e Milano, ai 62 della BreBemi), con un pedaggio di 0,15 euro al km per le automobili e 0,30 euro al km per i mezzi pesanti. Per consentire l’inaugurazione e l’uso della nuova struttura, tra la notte di oggi, lunedì 21 e domani, sarà chiusa la viabilità sull’A4 tra Ospitaletto e Brescia Ovest.

Il presidente di BreBeMi Francesco Bettoni
Il presidente di BreBeMi Francesco Bettoni

(8-7 ore 7) L’apertura al pubblico della Brebemi, l’autostrada A35 direttissima che collega Brescia a Milano, è stata confermata, come era previsto, per il prossimo 23 luglio. Pochi giorni fa c’era la possibilità che l’inaugurazione slittasse a settembre per poter beneficiare delle detrazioni fiscali, al centro di una polemica accesa poi da Legambiente che aveva parlato di “project financing fallito” e della “necessità di dover far uso di risorse pubbliche per portare avanti l’opera”.

Ma il presidente della società Francesco Bettoni, ha confermato il taglio del nastro. “Il Consiglio d’Amministrazione di Brebemi SpA – si legge in una breve nota diffusa ieri – ha deliberato in data odierna l’apertura ufficiale del collegamento autostradale alla data del 23 luglio, ribadendo al contempo l’esigenza del rispetto dei termini e delle condizioni di cui all’istanza di riequilibrio economico e finanziario presentata ai soggetti competenti”.