LUMEZZANE – Eredità don Gatteri, 500 mila alla badante e 150 mila alla Chiesa

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500 mila euro alla badante romena Valentina Popescu e 150 mila alla parrocchia di San Sebastiano. E’ stato raggiunto ieri all’ora di pranzo, al terzo piano del tribunale di Brescia, l’accordo sull’eredità contesa di don Giulio Gatteri, il parroco della frazione di Lumezzane morto nell’aprile dell’anno scorso lasciando un testamento da 650 mila euro alla badante che per quattordici anni l’aveva curato e sostenuto.

Il defunto parroco don Giulio Gatteri
Il defunto parroco don Giulio Gatteri

Il lascito del parroco, però, era stato bloccato e impugnato nelle sedi legali dalla Diocesi di Brescia dopo che era stato riscontrato come una parte di quella somma, secondo l’ufficio Ecclesiastico, fosse in realtà frutto di donazioni alla Chiesa valgobbina e quindi non di competenza di don Gatteri. Il prete, infatti, durante la sua ventennale gestione alla parrocchia era abituato a movimentare il denaro tra il suo conto corrente personale e quello della Chiesa per fare i lavori e manutenere le strutture. Poi, puntualmente, come sempre, avrebbe rimesso le cose a posto.

L’anno scorso, invece, dopo che la malattia l’ha consumato in fretta, non ha fatto in tempo, lasciando 650 mila sul conto personale, poi diventato testamento a favore della badante. Quindi è iniziata una “guerra” di carte bollate andata avanti per vie legali e che ieri ha avuto la conclusione. La Diocesi di Brescia, guidata nella vicenda dall’economo don Gian Pietro Girelli e dal legale Enrico Bertoni ha trovato un accordo, come chiesto dal giudice, con Valentina Popescu difesa dall’avvocato Biagio Riccio.

Nell’ultimo mese sono stati disposti i controlli sulla somma e i movimenti bancari e la Diocesi recriminava 223 mila euro che sarebbero dovuti rimanere alla parrocchia. La cifra sarà leggermente inferiore, 150 mila euro, che la badante rumena ha detto di voler donare alla Chiesa valgobbina “per la memoria di don Giulio”. A lei, bersaglio delle critiche a Lumezzane che l’hanno fatta “sentire male e che non meritavo” come ha sempre detto, restano i 500 mila.