GARDA – Inquinamento, braccio di ferro tra Legambiente ed istituzioni

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Dei diciassette campioni d’acqua prelevati nel Benaco dalla Goletta dei Laghi, nove sono risultati nei limiti di legge ed otto fuori.

Nel Bresciano sono emersi quattro punti critici, di cui tre fortemente inquinati ed uno inquinato. Le aree messe peggio, per giunta recidive, sono quelle a Padenghe presso la foce del rio Maguzzano e del torrente vicino al porto e a Salò presso la foce del torrente in località Le Rive. Inquinato a Rivoltella di Desenzano il punto alla foce del canale. Entro i limiti di legge ci sono la foce del torrente Barbarano a Salò, bocciato quattro volte su cinque negli ultimi anni, le foci dei torrenti Toscolano e Bornico a Toscolano Maderno, la foce del torrente S. Giovanni a Limone del Garda, il punto al lido di Lugana a Sirmione e quello nei pressi dell’incrocio tra la SS45 bis e via Benaco a Tremosine.

Per quanto riguarda la sponda veneta, sono risultati fortemente inquinati i campioni prelevati alle foci del torrente Gusa a Garda, del torrente San Severo a Bardolino, del torrente Marra a Lazise e del rio Dugale dei Ronchi a Castelnuovo. Inquinato a Pai il punto presso via Pai di Sotto, angolo con via Manzoni. Promossi la foce del rio Sermana a Peschiera del Garda e il punto presso l’impianto di sollevamento a Torri del Benaco.

Pronta e dura la replica dei sindaci dei Comuni bresciani coinvolti, secondo cui le analisi effettuate da Legambiente non sarebbero del tutto attendibili. «Diffondere notizie allarmanti fa male. Noi siamo in possesso di verifiche istituzionali dell’Asl. E di queste – risponde sul Corriere.it Patrizia Avanzini, primo cittadino di Padenghe e presidente dell’associazione dei sindaci del distretto gardesano – mi fido. Il loro metodo, invece, mi lascia perplessa». Parole sottoscritte dalla collega Desenzanese, Rosa Leso, che lamenta i rischi per il turismo connessi ad un danno d’immagine.

Stando all’ASL, i valori dei campioni d’acqua sono inviati alla Regione che valuta la carica batteriologica sulla base dei dati raccolti mensilmente nel corso dell’intero anno. Nel periodo estivo, inoltre, la campionatura viene effettuata ogni quindici giorni. In base a tale procedura, tutte le spiagge coinvolte risultano balneabili. Esito confermato dal direttore sanitario Francesco Vassallo che, sempre tramite il Corriere.it, afferma: « O mentiamo noi, ma non abbiamo alcun interesse per farlo, oppure i due esiti sono diversi perché le correnti diluiscono le sostanze». I volontari della Goletta, infatti, effettuano i propri rilievi alle foci dei torrenti, mentre l’Asl compie le proprie analisi prelevando acqua di fronte alle spiagge.

Mentre la discussione divampa, si fa sempre più remota la possibilità che il tanto agognato depuratore sia realizzato. L’importanza dell’opera si scontra con l’imponenza della cifra, intorno ai duecento milioni di euro. E a livello di fondi europei, progetti del Cipe e finanziamenti regionali tutto tace.