ROMA – Caccia, nuovi emendamenti al Dl 91. Bassolini (Ln): “Dai politici battaglia ideologica contro la passione”

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Aggiornamento 18-7 ore 22 Oggi al Senato sono stati riammessi nuovi emendamenti sull’art. 16 del Dl 91 in materia di caccia. I testi sono stati presentati da Moronese, Nugnes, Martelli, Ciampolillo, Fattori, Fucksia, Cappelletti, Buccarella e Donno per il Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Esposito e Luciano Rossi del Nuovo Centrodestra. “Con questi emendamenti ritengo che sia ormai palese che lo spirito di questi senatori non sia quello di legiferare per evitare sanzioni e sanare l’infrazione come doverosamente dovrebbero fare – commenta Marco Bassolini, responsabile nazionale per la caccia per la Lega Nord – ma semplicemente usano il loro potere e ruolo per fare una battaglia ideologica contro una passione secolare che onesti cittadini cacciatori praticano legittimamente da secoli nel pieno rispetto dei dettami comunitari, nazionali e regionali”.

Caccia deroga(18-7 ore 11,14) “Mi auguro che dopo aver letto attentamente i vari emendamenti, le pressioni delle associazioni venatorie siano insistenti e incisive affinché sulla legge europea non venga accettato nessun emendamento e venga votato al Senato lo stesso testo votato alla Camera l’11 giugno 2014”. E’ il commento del consigliere comunale di Nave per la Lega Nord e responsabile nazionale del Carroccio sulla caccia Marco Bassolini per gli interventi normativi in materia di attività venatoria.

“Per quanto riguarda invece il Dl 91, nello stesso modo, la speranza è che il buonsenso porti il Senato a riscrivere lo stesso testo dell’articolo 20 della legge europea e quindi che tutte le associazioni venatorie chiedano a tutti i politici che dichiarano di essere vicini al mondo venatorio, di convergere e sostenere sottoscrivendo e votando l’emendamento 16.3 che è purtroppo l’unico emendamento depositato e che in effetti non chiede altro che sanare l’infrazione 2014/2006 senza però concedere passi indietro e compromessi non richiesti e nemmeno dovuti per l’attività venatoria.

Di contro, se le associazioni venatorie accetteranno compromessi con la politica accontentandosi dell’emendamento 16.10 – continua Bassolini – sarà ancora una volta per il mondo venatorio una grave sconfitta, in quanto non verrà ripristinato il testo votato alla camera e quindi ci sarà l’ennesimo passo indietro sia sull’articolo 13 della 157/92, dove di fatto si andrà ad accettare che i caricatori dei fucili ad anima rigata a ripetizione semiautomatica impiegati nella caccia non possono contenere più di due cartucce, sia sull’articolo 21 sempre della 157/92 che verrà così modificato, limitando di fatto il commercio di un’Europa che dovrebbe essere fondata in teoria sul mercato libero”.