MADONNA DI CAMPIGLIO – Happy Birthday Dolomiti! Si festeggia John Ball, primo esploratore delle Dolomiti di Brenta

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In occasione dei 150 anni dalla prima traversata documentata delle Dolomiti di Brenta, Madonna di Campiglio ripercorre, con il Festival d’alta quota Mistero dei Monti, la grande impresa alpinistica di fine Ottocento.

Si apre nel segno dell’avventura e della scoperta, o meglio riscoperta, la dodicesima edizione del Festival d’alta quota Mistero dei Monti, che ogni anni indaga, con occhi nuovi e mobilità di pensiero, il rapporto tra l’Uomo e la Montagna, attraverso incontri culturali, conversazioni con grandi ospiti, escursioni e mostre.

val-sozzine_02Per l’estate 2014 il festival incrocia una serie di anniversari importanti per la scoperta e l’esplorazione della montagna, e li festeggia con un titolo significativo: Happy Birthday Mountain è infatti il tema che riecheggia nelle gole verticali e nell’aria fresca dei monti dell’estate campigliana. Volutamente in inglese perché furono i britannici a scoprire 150 anni fa questo ultimo e sconosciuto gruppo di montagne, ora patrimonio dell’umanità.

E proprio grazie a loro il nome Dolomiti consolidò la sua identità e l’alpinismo le sue glorie.  Ma quali avvenimenti resero speciale l’estate del 1864? Furono: la prima traversata delle Dolomiti di Brenta da parte dell’eclettico inglese John Ball, accademico, botanico, glaciologo che il 22 luglio del 1864 documenta la prima traversata del massiccio dolomitico accompagnato dalla guida alpina di Molveno Bonifacio Nicolussi. Ma pure sul fronte granitico della Val Genova un altro esploratore britannico Douglas William Freshfield salirà per primo la cima più alta del gruppo, la Presanella. A distanza di pochi giorni il tenente boemo Julius Payer conquisterà la cima dell’Adamello.

E’ proprio la celebrazione della prima di questa serie di imprese l’albero maestro del festival d’alta quota: Happy Birthday Dolomiti! Sui passi di John Ball , il 22 luglio, festeggia la prima delle tre impese, ripercorrendo il viaggio dell’eclettico alpinista anglosassone attraverso le Dolomiti di Brenta.

Martedì 22 luglio 2014 appuntamento dunque con l’avventura e la grande scoperta: proprio come accadeva nel 1864, i viaggiatori del terzo millennio potranno rivivere  le sensazioni dello storico pioniere, seguendo il sentiero da lui aperto e – dopo la costruzione dei primi rifugi in quota agli inizi del Novecento – mai più battuto.

Grazie alle indicazioni di una vecchia guida alpina la traversata attuale seguirà l’antico sentiero partendo dalla Val Brenta fino a raggiungere la Bocca di Brenta e il rifugio Tosa Pedrotti (2491 m) dove si incontrerà con il gruppo di camminatori che sono partiti dall’altro versante, quello di Molveno. Proprio a metà del percorso, al rifugio Tosa Pedrotti, Fabrizio Torchio e Riccardo Decarli, studiosi della montagna e delle prime esplorazioni, racconteranno l’impresa pioneristica. Poi nutriti di nuove informazioni si proseguirà fino a compiere l’intera traversata delle Dolomiti di Brenta.

Da quel lontano 22 luglio 1864 le Dolomiti di Brenta diventarono le protagoniste di racconti di viaggio, diari, acquerelli, terreno di meraviglia e di studio, cessando di essere una barriera naturale impossibile da superare. Per sottolineare il valore di una montagna che unisce, alla Bocca di Brenta ci sarà un simbolico scambio di guide alpine per ridiscendere dai due versanti.

Una giornata da segnare in calendario, un’avventura inedita che sarà affiancata dalla celebrazione delle conquiste di cima Presanella (Douglas William Freshfield – 24 agosto) che sarà celebrata con un concerto in quota dei Suoni delle Dolomiti al rifugio Segantini  e con un’intervista impossibile a Douglas William Freshfield a Santo Stefano di Carisolo, e di cima Adamello (Julius Payer – 12 settembre).

Mai come in questa edizione la mobilità caratterizzerà il Festival che ricorda la prima esplorazione della montagna da parte di grandi pionieri, non solo alpinisti, ma anche scrittori, artisti, uomini della montagna.

“Se Lei va in montagna e va con la testa bassa, non ha da imparare nient’altro che la fatica. Ma sei Lei si gira intorno, la natura è una cosa meravigliosa” – Bruno Detassis.