ROMA – La riforma del catasto, ecco cosa cambierà

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La riforma del catasto costituisce un importante capitolo della Legge delega di Riforma del Sistema fiscale approvata a marzo di quest’anno (Legge 11 marzo 2014 n 23). Attraverso un imponente lavoro di revisione si vuole aggiornare e riordinare l’intera materia, dalle Commissioni censuarie, sino al ruolo dei comuni nel nuovo sistema immobiliare.

In particolare, si persegue l’obiettivo di rimediare alle sperequazioni che contraddistinguono le attuali rendite catastali. Sperequazioni che fanno si che le rendite non riflettano il reale valore di mercato degli immobili per cui frequentemente accade che immobili di pregio presentino una valore fiscale inferiore a normali abitazioni, con evidenti ingiustizie sul fronte del prelievo.

????????????????????????????????????????Ad ogni immobile verranno attribuiti due valori: il valore patrimoniale e la rendita in linea con i correnti valori di mercato

La consistenza catastale sarà rappresentata dal metro quadrato; si abbandonerà il riferimento al vano per le abitazioni.

Il valore patrimoniale e la rendita saranno adeguati rispettivamente al valore di mercato e ai redditi di locazione medi. Il processo sarà particolarmente complesso perché vi saranno delle funzioni statistiche che adatteranno questi valori alla localizzazione, alle caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e ambito territoriale. Per gli immobili a destinazione speciale la stima avverrà utilizzando specifici criteri.

Saranno previsti dei meccanismi di adeguamento periodico sia dei valori catastali che delle rendite. Non vi dovrà essere un aggravio di tassazione per i contribuenti e dovrà essere garantita l’invarianza del gettito delle singole imposte, per questo motivo, contemporaneamente all’entrata in vigore dei nuovi valori, verranno modificate le aliquote fiscali, aumentate le detrazioni, deduzioni.

Una previsione apprezzabile che comunque non deve essere letta come l’assicurazione che ogni contribuente pagherà come prima. Infatti, si parla di invarianza di gettito delle singole imposte, per cui pure abbassando le aliquote e aumentando le detrazioni è facile prevedere che coloro i quali attualmente presentano valori catastali che si discostano maggiormente da quelli di mercato saranno penalizzati dalle novità in arrivo a vantaggio di coloro i quali presentano scostamenti minori se non nulli.

La Riforma del Catasto dovrà essere attuata con la collaborazione dei Comuni in modo da decentrare le funzioni catastali. Agli enti locali e all’Agenzia delle Entrate saranno assicurati appositi strumenti per facilitare l’individuazione di immobili non censiti e per vigilare sul rispetto della normativa (corretta destinazione d’uso, esatta consistenza, categoria catastale pertinente etc).

Le Commissioni censuarie verranno riformate ridefinendo competenze e funzioni, ad esse spetterà il compito della validazione delle funzioni statistiche utilizzate per l’attribuzione ad ogni immobile del valore patrimoniale e della rendita.

Fonte: CGIA