GARDONE – Nuovo Pronto soccorso dal 25 agosto. Rizzi: “Sfida per territorio”

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I lavori di ristrutturazione del Pronto soccorso dell’ospedale di Gardone Valtrompia, iniziati lo scorso 17 febbraio, si concluderanno il 25 agosto, 189 giorni dopo, e nei primi di settembre è previsto il taglio del nastro alle nuove sale. La notizia è emersa dalla conferenza stampa di ieri mattina convocata al presidio di via Giovanni XXIII dove Fabio Rizzi, presidente della terza commissione Sanità in Regione Lombardia, accompagnato dal consigliere bresciano del Pirellone Fabio Rolfi, ha fatto visita ai degenti nei vari reparti. L’investimento è di 1,5 milioni di euro finanziati completamente dalla Regione, ma il presidio deve ringraziare anche la comunità locale che in ventisette anni di attività ha donato attrezzi e apparecchiature per 1 milione di euro. Dall’altra parte, se c’era il bisogno di confermarlo, vista la riforma in corso del piano sanitario regionale e il rischio che alcuni presidi possano chiudere, l’ospedale da 100 mila abitanti per diciotto Comuni della valle non abbasserà le serrande, anzi, farà parte di quelli da potenziare per le emergenze e le degenze generali.

Il consigliere Fabio Rolfi e il presidente della Comm. Sanità Fabio Rizzi
Il consigliere Fabio Rolfi e il presidente della Comm. Sanità Fabio Rizzi

All’incontro con la stampa seguito alla visita di Rizzi, c’erano le autorità sanitarie e amministrative dell’ospedale triumplino e degli Spedali Civili di Brescia: il direttore generale Ezio Belleri, la direttrice sanitaria del nosocomio cittadino Ermanna Derelli, quello amministrativo Primo Fogassi, il direttore medico dell’ospedale di Gardone Luigi Leone, quello amministrativo Cinzia Pe e il direttore del Pronto soccorso Maurizio Poli. L’occasione è stata utile per tracciare un bilancio sull’avanzamento dei cantieri, ormai giunti a buon punto, e di verificare gli ultimi numeri dei servizi generali dell’ospedale, confrontandoli con quelli dell’anno scorso. Nei primi mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo del 2013, il fatturato sui ricoveri è cresciuto a 211 mila euro, con 54 dimessi in meno (1.515 nei primi mesi dell’anno contro i 1.569 dello scorso), ma una durata maggiore per le cure più complesse, mentre sono in salita i ricoveri per la chirurgia.

Tavola conf stampaAumenta anche sulle attività di ambulatorio il fatturato, di 30 mila euro. Tra tutti i reparti, quello che registra un trend positivo maggiore è la Radiologia con 948 mila euro rispetto agli 889 mila del 2013, favorito dalla nuova Tac accostata a quella già esistente per ridurre i tempi di attesa e curare le patologie oncoematologiche. A questi si aggiunge il reparto sub-acuti per i pazienti cronici fragili, la cura sul posto con le terapie oncologiche insieme agli Spedali Civili e l’adeguamento dell’offerta dei servizi in base ai bisogni dei valtrumplini. “E’ un ospedale moderno e collegato con il territorio – ha esordito il presidente della commissione Sanità lombarda – e deve esserlo ancora di più: la sfida è che questo presidio si faccia carico di tutta la valle e delle esigenze dei suoi cittadini. Visitando i presidi lombardi si capisce come molti siano l’unica fonte e primo accesso, soprattutto per le emergenze. Gardone deve continuare a fare così ed evolversi in un ospedale da territorio. Se Brescia può essere il centro per le patologie specialistiche, questo ospedale in Valtrompia deve esserlo per i trattamenti generali. Esco soddisfatto da qui – conclude Fabio Rizzi – perché ho trovato delle risposte per far sì che si inserisca in una rete territoriale dove non si parli più solo di prestazioni, ma di percorsi per i pazienti: qui ci sono le eccellenze”.

Dall’altra parte, però, c’è una riforma statale che nei prossimi cinque anni potrebbe lasciare a casa 5 mila medici specialisti, con gli ospedali senza risorse per fare turnover. La realtà dell’ospedale di Gardone ha 130 posti letto divisi tra Medicina generale, Chirurgia generale, Ortopedia e Cardiologia con servizi di radiologia e laboratorio. In questo ambito il Pronto soccorso rifatto, attraverso i nuovi punti di accesso, può separare all’origine i codici bianchi e verdi da quelli più urgenti (oggi sono 70 accessi al giorno), con meno uso di risorse, ricoveri più precisi e, se specialistici, direttamente agli Spedali Civili, minori tempi di attesa per i posti letto, meno richieste di consulenze specialistiche in urgenza e miglior economia in termini di budget.

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