Brescia, la B è salva. Corioni lascia a Ragazzoni. Tifosi in delirio

0

Aggiornamento 11-7 ore 10 Gino Corioni, dopo venticinque anni, non è più presidente del Brescia Calcio. Ieri, nel corso della riunione nella sede di Ubi Banca, in via Cefalonia, è avvenuto lo scambio di firme e di consegne con Luigi Ragazzoni, già presidente del Collegio sindacale della società di calcio e nominato amministratore unico: sarà lui, con l’appoggio dell’istituto bancario, principale creditore della società sportiva, a cercare nuovi imprenditori disposti e interessati alle Rondinelle. Sul fronte sportivo la squadra di capitan Zambelli e compagni continuerà a giocare in serie B grazie all’iscrizione fatta da parte della banca, che ha posto le garanzie anche sugli stipendi, contributi Enpals e ritenute Irpef: in tutto circa 3 milioni di euro.

CorioniI tifosi, che da tempo contestavano la gestione Corioni e saputo di poter continuare a supportare la propria squadra nel campionato cadetto, hanno festeggiato in piazza della Repubblica, luogo simbolo dell’esultanza per i supporter e per alcuni di loro è scattato anche un bagno nella fontana. Dopo un quarto di secolo, quindi, termina la gestione Corioni, 77 anni, a capo della Saniplast di Ospitaletto e capace di emozioni positive, ma anche delusioni, dal portare Roberto Baggio e Pep Guardiola tra le Rondinelle ad essere mirino dei tifosi per le ultime delusioni e mancate speranze di puntare ai playoff per la serie A. Positivo e negativo, bene e male, ora la Leonessa avrà una nuova guida.

(10-7 ore 20) La serie B per il Brescia Calcio è (o dovrebbe essere) salva. Il condizionale è d’obbligo visto che dalla riunione conclusa dopo le 18 in via Cefalonia nella sede di Ubi Banca, con presenti il presidente Gino Corioni, la famiglia e gli avvocati, non è trapelato nulla. Ma i soldi (circa 3 milioni di euro) tra contributi Enpals, ritenute Irpef e soprattutto per la fideiussione con cui iscrivere le Rondinelle al prossimo campionato cadetto saranno garantiti proprio dall’istituto di credito. Banca dalla quale è uscito il presidente Corioni insieme al figlio Fabio, senza rilasciare alcuna dichiarazione e diretto a Ospitaletto dove nelle prossime ore potrebbero arrivare le sue dimissioni. Se la parte sportiva, quindi, sarà garantita per Zambelli e compagni ed è saltato lo spauracchio dei dilettanti, l’altra vicenda è quella personale e sportiva insieme proprio di Corioni. Dopo venticinque anni alla guida della società sembra essere arrivato il momento di lasciare. Questo è quanto gli ha chiesto ieri sera Ubi Banca e quanto avrebbe accettato lo stesso presidente: in cambio avrebbe garantito le risorse, mentre un altro uomo, il commercialista Luigi Ragazzoni, presidente del Collegio sindacale del Brescia, sarà chiamato a traghettare la società verso nuovi imprenditori e forze interessate a farsi carico della squadra nella sua storia centenaria. Tra Gino Corioni e Brescia Calcio le strade si stanno separando, definitivamente. Si aspetta solo che il presidente, in prima persona o attraverso un comunicato, annunci le sue dimissioni. Per una storia che si chiuderà.

Ore 16,30 Dopo il vertice di ieri sera durato quattro ore nella sede di Ubi Banca, in via Cefalonia, sulle sorti del Brescia Calcio, stamattina alle 11 si è ripreso con il presidente della società di via Bazoli Gino Corioni insieme ai figli Fabio e Antonella, l’avvocato della famiglia Carlo Ghirardi, il commercialista Luigi Ragazzoni e il suo legale Andrea Zaglio. L’unica soluzione che si profila in queste ore, dopo l’abbandono della trattativa da parte del presidente di Aib Marco Bonometti e la cordata degli imprenditori bresciani che non hanno manifestato il loro interesse, sono le dimissioni del presidente Corioni. Secondo fonti di stampa vicine alla famiglia, Gino Corioni, alla guida delle Rondinelle per venticinque anni, sarebbe stato invitato da Ubi Banca a lasciare le redini. L’istituto bancario, principale creditore del Brescia Calcio, potrebbe liberare 3 milioni di euro con cui pagare gli stipendi dei dipendenti fermi ad aprile, i contributi Enpals, le ritenute Irpef e la fideiussione per l’iscrizione alla serie B. Mentre a traghettare la società verso una nuova cordata potrebbe essere proprio Luigi Ragazzoni, presidente del Collegio sindacale del Brescia Calcio. Tutto, quindi, è nelle mani di Corioni che nelle prossime ore potrebbe dare le dimissioni.

(9-7 ore 22) Secondo le ultime notizie diffuse sulla vicenda del Brescia Calcio, stasera il presidente della società di via Bazoli Gino Corioni è stato convocato alle 19,30 nella sede dell’Ubi Banca in via Cefalonia in città. L’istituto è il principale creditore della società di calcio e dal vertice di stasera usciranno nuovi sviluppi in vista dell’iscrizione al campionato di serie B e della nuova gestione manageriale. Con il presidente, secondo fonti di stampa, ci sono anche la figlia Antonella Corioni e gli avvocati della famiglia Bruno e Carlo Ghirardi. Stasera, quindi, si deciderà il futuro delle Rondinelle.

Bs Calcio(9-7 ore 14,10) Nuovi colpi di scena dal fronte del Brescia Calcio dove continuano gli incontri serrati (previsti anche oggi) per trovare entro il 15 luglio i 4 milioni di euro necessari con cui iscrivere la società di via Bazoli al prossimo campionato di serie B, pena la ripartenza dai dilettanti. Ma l’ultima novità in ordine di tempo, dopo il lascia e riprendi, è la posizione di Marco Bonometti, presidente dell’Associazione Industriale Bresciana, chiamato a tessere i rapporti tra gli industriali per sondare il loro interesse, salvo poi mollare la trattativa, riprenderla ieri convinto dal sindaco Emilio Delbono e oggi l’addio definitivo annunciato in una nota.

Mentre ieri sera alcune centinaia di tifosi delle Rondinelle davanti alla sede dell’Omr di Rezzato, azienda del leader degli industriali bresciani, avevano rivolto cori di soddisfazione ed entusiasmo pensando a Bonometti come nuovo presidente. “Marco Bonometti – si legge – ringraziando i tifosi per le numerose attestazioni di stima e di fiducia ricevute in questi giorni, conferma di non essere assolutamente disponibile ad una qualsiasi forma di coinvolgimento personale nel Brescia Calcio. Il mio impegno è stato unicamente quello di tentare di trovare soluzione ad una vicenda sportiva (quella del Brescia Calcio) che non può interrompersi. Prioritari impegni di lavoro ed istituzionali mi impediscono di assumere qualsiasi altra responsabilità che non sia quella delle mie aziende e delle persone che in esse lavorano.

Chiedo infine che il mio nome non venga utilizzato per strumentalizzazioni alle quali non mi sono mai prestato, né mi presterò in futuro. Il mio impegno è pertanto esaurito”. L’unico a restare in corsa, a questo punto, è il lumezzanese Livio Cavagna che ieri è salito a Palazzo Loggia per incontrare il primo cittadino e proporgli il suo progetto sportivo. Idea appoggiata da Delbono, ma che ora deve trovare altri sostenitori, almeno per la data fatidica del 15 luglio. Poi, sotto il profilo della gestione societaria, via Bazoli potrebbe essere “commissariata” da Ubi Banca, creditore del Brescia Calcio, alla ricerca di nuove figure in grado di pagare i debiti e rilevare l’organizzazione dalle mani di Gino Corioni: insomma, una soluzione “stile” Roma.

(8-7 ore 22) Ci sarebbero i soldi necessari per iscrivere il Brescia Calcio al campionato di serie B, ma sulla gestione della società di via Bazoli, in mano a Gino Corioni, si dovranno valutare le opzioni in campo. E’ stata un’altra giornata “calda” quella di oggi per le Rondinelle tra palazzo Loggia dove sono continuati gli incontri per verificare le condizioni, Ospitaletto quartiere generale di Corioni e via Cefalonia, sede dell’Associazione Industriale Bresciana. In mezzo, il destino di via Bazoli tra luci e ombre. Ieri sera dopo le 21 il presidente di Aib Marco Bonometti, chiamato a convincere gli imprenditori bresciani a investire sui biancoblu, aveva lasciato la trattativa parlando di “mancanza di presupposti per un coinvolgimento”.

L’unica pista era rimasta quella di John Gaethe Visendi, il manager che avrebbe tentato di recuperare le risorse necessarie attraverso un fondo asiatico. Nemmeno 24 ore dopo e le carte in tavola sono di nuovo cambiate. “Ho portato alla conoscenza del presidente Gino Corioni la proposta di risanamento del Brescia Calcio” si legge in una nota diffusa ieri da Visendi, ma lo stesso Corioni nel pomeriggio aveva risposto con un comunicato rifiutando l’offerta a favore di quella di Bonometti e degli imprenditori bresciani che però ieri sera avevano lasciato la trattativa.

“Il presidente Gino Corioni, preso atto della proposta presentata dal Dr.Visendi – aveva scritto – ne valuta la serietà e l’affidabilità. Ciò nonostante ritiene che le condizioni ivi indicate non siano conferenti con le aspettative. Inoltre predilige proseguire la trattativa con la cordata di imprenditori bresciani poiché ritiene più giusto che la squadra rimanga di proprietà degli imprenditori bresciani. Ringrazia il Dr. Visendi per il contributo, per l’offerta ed il lavoro fatto fino ad oggi”. Ma cosa è successo oggi? Secondo indiscrezioni di stampa riportate dall’edizione online del Giornale di Brescia, il sindaco Emilio Delbono sarebbe riuscito a rimettere in campo il presidente degli industriali bresciani che, come ha commentato il primo cittadino, aveva mollato per l’atteggiamento “insospettito e da ostacolo” nella trattativa di Corioni.

E nel pomeriggio si è aggiunta un’altra pedina: a Palazzo Loggia è salito Livio Cavagna, imprenditore di Lumezzane e fratello di Renzo presidente del Lumezzane Calcio. Cavagna aveva finanziato con un altro valgobbino, Luca Saleri, un fondo a disposizione di Corioni e oggi è creditore della società. Tornata in campo la pista di Bonometti, l’idea potrebbe essere quella di usare Ubi Banca come garanzia e mettere Livio Cavagna al capo della gestione della squadra. Entro il 15 luglio si deve iscrivere il Brescia al campionato cadetto, ma a questo punto la decisione finale spetta solo a Corioni.

(7-7 ore 22,14) “Non esistono i presupposti per un coinvolgimento”. E’ contenuto in una breve nota diffusa stasera alle 21,10 il messaggio con cui il presidente dell’Associazione Industriale Bresciana Marco Bonometti ha annunciato di lasciare la trattativa per l’acquisizione, da parte di una cordata di imprenditori locali, del Brescia Calcio per salvare la società di via Bazoli e fare l’iscrizione al campionato di serie B.

“La presidenza di Aib, nell’ambito del proprio ruolo istituzionale – si legge nella nota – ha accolto l’invito ad accertare tutte le possibilità per sostenere l’attività del Brescia Calcio. A conclusione di un lavoro svolto, in tempi brevissimi, con impegno, serietà e determinazione e dopo un ampio confronto che ha coinvolto significative realtà del mondo imprenditoriale bresciano, si è verificato che non esistono i presupposti per un coinvolgimento”.

Il presidente della società Gino Corioni poche ore fa aveva detto di voler aspettare fino a domani per le decisioni di Bonometti e della cordata di imprenditori che potessero essere interessati alla partita. Ma è tramontata prima del tempo, quindi a questo punto l’unica soluzione sul piatto e di cui si discute da poche settimane, è l’opzione del manager ristrutturatore italo inglese John Gaethe Visendi che attraverso un fondo asiatico potrebbe trovare le risorse necessarie per salvare la società.

I tempi stringono: entro il 15 luglio via Bazoli deve recuperare i soldi per l’iscrizione al campionato cadetto (nel quale, comunque, partirà da una penalizzazione di tre punti per il mancato versamento dell’Irpef in tempi utili) e per il pagamento delle altre imposte. In caso contrario sarebbe fallimento e le rondinelle finirebbero tra i dilettanti.