SAREZZO – Sui luoghi dell’Olocausto in bicicletta, sono tornati in Valtrompia

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Bolzano, Mauthausen, castello di Hartheim, Birkenau, Cracovia, Auschwitz e infine il ritorno a Sarezzo. Un percorso di morte che settant’anni fa accomunava milioni di persone destinate ai campi di concentramento e che i quattro amici ciclisti della Valtrompia partiti il 21 giugno hanno voluto rivivere per ricordare l’Olocausto, frutto della follia nazista ai danni di milioni di ebrei e altre etnie soggiogate dalla furia del regime tedesco. E pochi giorni fa la comitiva ha fatto rientro.

Una delle tappe più simboliche: l'arrivo ad Auschtiz (Oswiecim in polacco)
Una delle tappe più simboliche: l’arrivo ad Auschwitz (Oswiecim in polacco)

“Gli allegri ciclisti”, come si fanno chiamare e nome con il quale si possono trovare su Facebook, hanno realizzato un’impresa particolare e ricca di memoria: hanno percorso circa 1.400 chilometri partendo proprio da Sarezzo e fino a Bolzano per uscire dall’Italia verso l’Austria tra il campo di sterminio di Mauthausen e quello allestito al castello di Hartheim prima di entrare in Polonia, ultima tappa del viaggio tra Cracovia e Auschwitz, simbolo quest’ultimo delle atrocità compiute su milioni di persone.

Quello della comitiva valtrumplina è stato un percorso itinerante in bicicletta lungo i luoghi della memoria, tanto che i protagonisti al termine di ogni tappa hanno voluto condividere con gli appassionati sui social network le loro fatiche, disavventure, emozioni e respirare l’aria di zone e città dove la cattiveria umana ha superato ogni limite. Claudio Moretti, Guerino Fontana e il fratello Giovanni con il gardonese Salvatore Pepe, in sella alle loro biciclette sono poi tornati in Valtrompia pochi giorni fa.

Sono stati altri 1.400 km di stanchezza, passione e soprattutto emozioni vissute dove lo sterminio di persone divenne un fatto normale. E i ciclisti, quando hanno raggiunto Sarezzo, hanno proprio sottolineato questo: l’emozione da “pelle d’oca” di quanto l’uomo fosse in grado di fare male a milioni di altre persone, diversi solo per religione o perché di altre etnie.