COLLIO – Nostrano Dop, l’assessore agricolo Fava in visita: “La Regione c’è”

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Dare la possibilità ai giovani di lanciarsi nella nuova avventura, avere dei punti di stoccaggio vicini alla malga dove coltivare, produrre e vendere sul posto e far partire su larga scala la produzione del formaggio Nostrano Valtrompia Dop, anche e soprattutto con l’aiuto delle istituzioni. Sono le richieste che ha posto ieri il presidente del consorzio a capo del latticino locale, Silvio Zanini, all’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava salito a San Colombano di Collio per testare la situazione e capire come far andare avanti l’esperienza. L’assessore è stato invitato proprio da Zanini a salire in alta valle, destinazione la casa-produzione del presidente del consorzio dove sono custoditi i primi lotti del formaggio marchiato con la denominazione di origine protetta. L’incontro è seguito a quello svolto nei giorni scorsi al palazzo regionale a Milano dove è stata anche presentata la campagna pubblicitaria e di promozione del latticino.

Gianni Fava e Silvio Zanini
Gianni Fava e Silvio Zanini

“Ho voluto verificare direttamente le condizioni, perché qui si possa coniugare cibo, alimentazione e territorio nel segno dello sviluppo. La montagna è nelle nostre priorità – ha detto l’assessore in una nota – per quanto riguarda il Piano di sviluppo rurale. Qui ci sono persone che vogliono sviluppare alcune idee anche per dare prospettive economiche ai giovani e alla valle”. Le preoccupazioni sollevate dai produttori, però, sono molteplici: da una parte i sei che aderiscono al consorzio sono giovani, così come quelli che vorrebbero entrare a far parte per lanciarsi nel mondo dell’agricoltura. Il timore è che le istituzioni non li sostengano abbastanza nel loro intento di produrre formaggio e diffondere la qualità e il gusto del latticino.

“Vogliamo presentare in Regione un progetto che leghi la stagionatura alla stalla – ha detto Zanini – affinché il produttore locale resti più legato a quel che fa. Avere la possibilità di stoccare il prodotto vuol dire vendere direttamente, anche se si è piccolissimi produttori. Se vogliamo mantenerli in montagna, devono aver riscontri economici. Dal punto di vista turistico, poi, ha un forte significato poter incontrare, visitando la valle, una fattoria che produce, stagiona e vende. Anche se quel prodotto non lo si trova tutto l’anno, il ‘piccolo’ diventa anello di una catena di produttori locali. In montagna, del resto, vivere solo di agricoltura è molto difficile”. Dall’altra parte c’è bisogno anche di un punto di stoccaggio dove far “riposare” e stagionare le forme prima della vendita, visto che nel caso della casa-fabbrica di Zanini può ospitare, al massimo, poche forme. Tutte richieste che l’assessore ha fatto sue. “Stiamo verificando con quali misure possiamo intervenire a sostegno dei produttori di questo territorio – ha aggiunto Fava – che si identifica con un prodotto, il formaggio Nostrano. Questa è la valle del Nostrano.

Finalmente cresce la consapevolezza che prodotti locali e turismo si debbono coniugare, in un’offerta turistico gastronomica che aiuti lo sviluppo del territorio. Ridare prospettive economiche alla montagna significa garantire la prosecuzione delle attività economiche di questa parte di Lombardia”. Sulla necessità di avere basi di riferimento per le singole malghe, la Comunità montana della Valtrompia sta venendo incontro ai produttori tramite un bando Cariplo sul foraggio che aiuta attraverso dei fondi chi decide di rendere fruibile il proprio terreno a disposizione degli animali che poi devono produrre il latte per il formaggio. L’assessore regionale, lasciando la valle, ha nuovamente invitato i produttori del consorzio al Pirellone: in quell’occasione dovranno presentare un progetto per rilanciare il settore.